Il presidio
«Costa ci deve risarcire» I due naufraghi all’attacco
Iniziato (e subito rinviato) il processo civile contro la compagnia della Concordia Ai giovani passeggeri massesi era stato offerto un indennizzo di 11mila euro
MASSA. C’erano anche loro quella notte maledetta del 13 gennaio 2012 davanti all’isola del Giglio. Anche loro tra le migliaia di passeggeri “allo sbando” che cercavano di sbarcare dalla Concordia finita sugli scogli dopo lo sciagurato “inchino” ordinato dal comandante Francesco Schettino .
Alessandro Pucci, massese di 24 anni, e Giorgia Bertello, 19enne, si erano regalati una crociera sulla grande nave della Costa e hanno rischiato la morte. La compagnia aveva offerto un risarcimento per la loro disavventura: 11mila euro a testa, il rimborso del viaggio (costato circa 1.500 euro), altri 2-3mila euro ciascuno per i bagagli perduti nel naufragio. La coppia ha detto no: poco, troppo poco per “pagare” i danni morali e biologici subiti in quelle drammatiche ore a bordo della nave, tra grida, caos, e il terrore di finire annegati. E ha così intentato una causa civile contro la Costa Crociere. Il procedimento si è aperto ieri mattina davanti al giudice Gian Paolo Fabbrizzi del tribunale di Massa con la consegna da parte dell’avvocato Giacomo Bugliani che assiste i due ragazzi di una perizia redatta dal dotto Agrimi in cui vengono evidenziati tutti i postumi rimasti nella psiche dei due giovani dopo il naufragio. La cifra offerta dalla compagnia, spiega l’avvocato, «non è congrua per quello che hanno passato i miei assistiti. Il danno biologico, legato alla sofferenza psichica che questa vicenda ha loro causato, e il danno morale della sofferenza di quelle ore e anche della vacanza rovinata, sono ben superiori all’offerta avanzata della Costa Crociere».
Alessandro Pucci e Giorgia Bertello hanno preferito non costituirsi come parte civile nel processo a Grosseto contro il comandante Francesco Schettino e altri ufficiali della Costae, per puntare, invece sull’azione civilistica. Che avrà comunque tempi lunghi. Il giudice ha infatti rimandato le parti al novembre 2014: tra un anno, termine concesso al consulente che verrà nominato dal tribunale di preparare a sua volta una perizia super partes sui danni patiti dai due naufraghi massesi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
