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La tragedia di Ester, nel mirino quattro medici

La tragedia di Ester, nel mirino quattro medici

In arrivo i primi avvisi. Il pm Bertoni dovrà decidere se indagare i sanitari o procedere contro ignoti

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L’indagine sulla piccola Ester Teli, la bimba di otto mesi morta martedì all’alba tra Massa e Camaiore, è a un bivio. A decidere su quale strada indirizzarla sarà il pubblico ministero Vito Bertoni, che in queste ore aprirà il fascicolo per omicidio colposo. Due le possibilità in mano al magistrato: indagare contro ignoti oppure inviare l’avviso di garanzia ai quattro medici che hanno avuto a che fare con la bambina in quelle drammatiche ore. Anche nel caso venissero indagati i medici - difficile invece in questa fase il coinvolgimento dei volontari delle ambulanze e soprattutto degli autisti - comunque va detto che si tratta di un atto dovuto. In questo modo i dottori potranno incaricare dei periti di parte per giustificare quello che hanno fatto nel tentativo di stabilizzare prima e rianimare poi la povera Ester. Gli inquirenti comunque sembrano decisamente scettici riguardo l’errore medico, oppure se c’è stato non è stato collettivo ma individuale. «Può essere che tre abbiano fatto i miracoli e uno invece ha fallito», si lascia scappare uno degli investigatori che stanno tentando di sbrogliare questa matassa.

A complicare tutto poi c’è la spada di Damocle della competenza territoriale. La procura di Massa per ora sta facendo i passi più urgenti, come quello di ordinare i sequestri e di disporre l’autopsia sul corpicino della bimba. La titolarità di Massa ci sarebbe soltanto nel caso in cui il decesso sia stato causato all’Opa, oppure per una manovra rianimativa errata compiuta nella seconda ambulanza sul territorio apuano. Altrimenti l’incartamento andrebbe in mano a Lucca, che si affiderebbe, però, ugualmente ai carabinieri del luogotente Arturo Minoliti.

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