Il Tirreno

Il ritorno al baratto della piccola impresa

Il ritorno al baratto della piccola impresa

Contro la crisi: gli artigiani della Cna progettano di “uscire dall’euro” creando una rete di scambi di beni e servizi. «Mai più schiavi delle banche»

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. E se artigiani e piccoli imprenditori tornassero al baratto? A scambiarsi strumenti e prestazioni al posto del denaro sonante? Un baratto al passo con i tempi grazie a cui le aziende si scambiano beni e servizi in compensazione. Si acquista ciò che serve e si paga con ciò che si produce. In altre parole, si acquista vendendo i propri prodotti o fornendo i propri servizi. Il tutto tramite un semplice meccanismo di crediti e debiti, cioè una moneta complementare, svincolata dalle attuali leggi monetarie e bancarie.

Ci sta pensando seriamente Cna che sta sondando con energia possibilità di attivare all'interno di un circuito di imprese di più settori, dai servizi all’artigianato tradizionale, una forma di transazione che, del resto, sta tornando prepotentemente in auge in varie parti del mondo, se non altro per compensare la crisi di liquidità delle imprese ed evitare di affidare il proprio destino a banche ed istituti di credito.

Il modello a cui Cna si è ispirata si trova nel riminese con il progetto della rete di scambio della Camera di Commercio al cui interno le imprese che hanno aderito operano tra di loro attraverso transazioni basate sullo scambio di beni e servizi. In pratica addio euro, almeno in parte, e addio transazioni finanziarie che rappresentano oggi un enorme ostacolo per le imprese. «È un progetto a cui ci stiamo dedicando e su cui intendiamo, se ci saranno le condizioni, – dice Paolo Bedini, presidente provinciale Cna – avviare una fase di sperimentazione con la finalità di valutarne l'impatto, la portata e l'efficacia sul nostro territorio per poi poter interagire con i circuiti nazionali ed internazionali già operanti».

Prendiamo – spiega ancora Bedini – il caso della mia azienda, specializzata in manutenzione e installazione di impianti idraulici e termoidraulici. Mettiamo che, per realizzare un determinato lavoro in un cantiere, abbia bisogno di acquistare dei sanitari e rubinetteria. L’azienda che mi ha venduto questi beni riceverà da me la contromisura nella nuova moneta complementare, dei crediti quindi, che potrà spendere all'interno del circuito per esempio acquistando un software o servizi da terzi. La rete si alimenta non con il denaro, ma con uno scambio che è regolarmente disciplinato e controllato».

Consapevole che non sarà il solo rimedio alla crisi, il progetto che Cna intende mettere in campo ha però il vigore di una reazione al declino che la nostra provincia sta vivendo: «La crisi impone risposte coraggiose e fuori dalle righe; - sostiene ancora Bedini - questa moderna forma di baratto è sicuramente una strada da provare. I vantaggi sarebbero molteplici, aumentare le vendite, ridurre i costi di acquisto (si acquista con la propria marginalità), ridurre gli insoluti e soprattutto ridurre la necessità di ricorso al credito bancario. La nostra è una proposta assolutamente inusuale per un'associazione di categoria, che vogliamo però provare a portare avanti. Una cosa è certa, più aziende parteciperanno a questa iniziativa e più beni e servizi saranno disponibili e scambiabili».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web