Tutti i sospetti dei carabinieri sul motore che è scoppiato
MASSA. Non lo dicono ufficialmente, ma lo fanno capire: per gli inquirenti se qualcosa ha contribuito ad aggravare le condizioni di Ester (o a causarne la morte) è successo nella prima ambulanza....
MASSA. Non lo dicono ufficialmente, ma lo fanno capire: per gli inquirenti se qualcosa ha contribuito ad aggravare le condizioni di Ester (o a causarne la morte) è successo nella prima ambulanza. Quella della Croce Verde che ha preso fuoco dopo che si era spento il motore una prima volta. È il primo sospetto, quello che salta per primo agli occhi del resto. Ed è qui che gli uomini del luogotente Arturo Minoliti, comandante della stazione di Massa, stanno cercando indizi utili. L’automezzo è sotto sequestro in un’officina di Pietrasanta, qui il perito dirà cosa ha causato lo scoppio (come hanno raccontato i genitori della piccina) e soprattutto verificherà se il libretto di circolazione è a posto. Le domande che richiedono una risposta sono queste: le manutenzioni sono state eseguite regolarmente? Qual è la data dell’ultima revisione? C’erano stati dei problemi meccanici negli ultimi giorni per quell’ambulanza ma erano stati ignorati? La Croce Verde ha già fornito tutti i dati in suo possesso: immatricolazione nel 2004 (nove anni fa), 133.944 chilometri percorsi, revisionata il 12 dicembre 2012 e tagliando di “sana e robusta costituzione” datato 12 dicembre 2012. All’apparenza quindi tutto a posto. All’apparenza, appunto. Il perito nominato dalla procura dovrà andare a fondo alla questione per mettere una parola definitiva. In attesa della sua verifica l’Arma darà un’occhiata al mezzo esternamente nei prossimi giorni (martedì i militari però hanno già fatto i primi rilievi prima di chiuderla nell’autorimessa).
Ma ad attirare l’attenzione di chi punta il dito contro l’ambulanza è un altro aspetto, che per certi versi apre le porte a un piccolo giallo. L’automezzo è rimasto incustodito per almeno cinque ore nel luogo dove è avvenuto l’incendio e dove poi c’è stato il trasloco dell’equipaggio e della culletta termica dove era stata adagiata la bimba. Non è stata negligenza degli inquirenti, però: nell’immediatezza è stata raccolta la denuncia dei genitori della piccola, sono state acquisite le cartelle cliniche, il foglio del pronto soccorso del Versilia e il certificato di morte dell’Opa. Poi i militari si sono occupati delle due ambulanze. La seconda non aveva alcuna anomalia (anche sui tempi il 118 ha fornito una tempistica, certificata, che contraddice quanto detto dalla mamma e dal papà della paziente), la prima invece presentava qualcosa che non andava. Chi l’ha vista ha avuto la sensazione che sia stato toccato qualcosa. Ma non ne ha la certezza, altrimenti sarebbero scattati i provvedimenti. In queste ore gli inquirenti si stanno concentrando proprio su questo punto: qualcuno ha messo le mani dove non doveva metterle? E se lo ha fatto, perché? Complicato sia per chi indaga e per chi rischia di finire nei guai magari per un gesto fatto senza pensarci e in buona fede. Sempre se manomissione c’è stata.
Il perito comincerà a visionare il motore all’inizio della prossima settimana. Dalla sua valutazione potrebbe cambiare anche la competenza dell’indagine. E da Massa passare a Lucca.
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