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Tares, già calcolate 600 esenzioni e domani le nuove tariffe

Tares, già calcolate 600 esenzioni e domani le nuove tariffe

CARRARA. Le tariffe del nuovo tributo sui rifiuti saranno pronte domani: è già fissata la loto illustrazione nella commissione Bilancio che, anche questa settimana, fa il doppio turno. Nella riunione...

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CARRARA. Le tariffe del nuovo tributo sui rifiuti saranno pronte domani: è già fissata la loto illustrazione nella commissione Bilancio che, anche questa settimana, fa il doppio turno. Nella riunione di ieri, intanto, è arrivata una buona notizia per i contribuenti: le esenzioni per i casi sociali e quelle (pari al 30%) per le botteghe e le abitazioni nei paesi a monte, non graveranno sulle tasche dei cittadini. Ma andranno a carico della fiscalità del Comune. In sostanza 300mila euro che graveranno sulle casse del Comune e non andranno, come si era temuto in un primo momento, ad appesantire le cartelle. Si è parlato di questo nella commissione di ieri, presieduta da Roberto Conserva e a cui hanno partecipato anche l’assessore al Bilancio, Giuseppina Andreazzoli, e il dirigente di settore, Guirardo Vitale.

La riunione era stata messa in calendario per fare il punto, e dare un giro di opinioni sul regolamento per la determinazione della Tares che era stato consegnato ai consiglieri nell’ultima seduta della commissione.

Ad entrare nel vivo della questione è stato il dirigente Vitale che ha comunicato la prima novità: i 300mila euro di agevolazioni previste (nel regolamento della Tares) per i negozi e le abitazioni dei paesi a monte graveranno sulla fiscalità del Comune.

In sostanza quei 300mila euro circa che saranno “tagliati” dalle bollette delle persone disagiate e dalle botteghe e abitazioni delle frazioni montane (Bergiola, Bedizzano, Castelpoggio, Codena, Colonnata, Fontia, Gragnana, La Foce, Linara, Miseglia, Noceto, Sorgnano e Torano, non finiranno, ricalcolati, nelle altre cartelle. Per quel che riguarda poi le esenzioni totali, per situazioni di grave disagio sociale ed economico si è già fatto un primo calcolo: saranno circa 600. SI tratta di abitazioni occupate da nuclei familiari che hanno un reddito complessivo non superiore all’importo della pensione minima annua dell’Inps, e che quindi non pagheranno la Tares.

A questo vanno aggiunte le esenzioni legate ai casi di licenziamento verificatesi durante l’anno: per presentare la documentazione, in questo caso, c’è tempo fino al prossimo 7 gennaio.

In questo modo si potrà non pagare l’ultima rata del tributo, quella più pesante.

Per quel che riguarda le altre agevolazioni, molte sono quelle previste già per la vecchia Tarsu: niente tassa per un anno sulle nuove aperture di attività commerciali di vicinato o artigianali nei centri storici di Carrara, Marina ed Avenza (taglio del 30% per le prime aperture in altre zone del territorio che non rientrano in questi perimetri).

(a.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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