Il presidio
«Noi abbiamo fatto tutto il possibile»
Il primario dell’Opa esclude l’errore medico: l’avevamo controllata una settimana fa, la sua era una situazione complicata
MASSA. La piccola Ester era stata operata all’Ospedale pediatrico apuano a maggio per un disturbo congenito al cuore che le avevano diagnosticato fin dalla nascita. Quella minuscola cicatrice che aveva sul petto era il segno che la sua salute non era come quella degli altri bimbi. Lei, di appena otto mesi, veniva sottoposta a controlli periodici all’Opa; l’ultimo proprio una settimana fa. Insomma, la situazione era monitorata proprio perché era delicata.
«La piccola era un caso difficile - dice Bruno Murzi, primario di cardiologia all’Opa -. Lo sapevamo e per questo veniva visitata costantemente. C’è un’inchiesta in corso e non posso entrare nel dettaglio, visto che molte cose non le conosco, però mi sembra che la filiera dei soccorsi abbia funzionato». E poi spiega: «Al Versilia hanno capito la gravità della situazione, anche perché una bimba di otto mesi con una cicatrice sul petto non può passare inosservata. Sulla prima ambulanza l’hanno assistita un rianimatore e un pediatra, gli stessi che sono saliti sulla seconda ambulanza e che poi hanno portato la piccola da noi. Quando è arrivata qui c’era ben poco da fare, ci abbiamo provato a strapparla alla morte ma non ci siamo riusciti». Murzi non esclude errori, ma è perentorio: «Lo stabilirà la magistratura questo, posso dire però che se ci sono stati errori non sono stati determinanti». Il primario parla di fatalità per l’incendio dell’ambulanza: «Si rompe l’auto che è stata appena sottoposta a revisione, si rompono gli aerei. È una delle probabilità. È accaduta martedì mattina, non doveva capitare ma ripeto che non tocca a me giudicare queste cose. Anche perché io do per scontato che i mezzi del 118 siano tutti efficienti, non abbiamo mai avuto problemi di questo tipo, del resto». E conclude: «Ester era un caso abbastanza grave, la procedura che abbiamo seguito è quella prevista. La paziente è morta, purtroppo».
Queste le sicurezze dal punto di vista medico. Dal punto di vista giudiziatio invece al momento ci sono molti dubbi. Che in queste ore il sostituto procuratore Vito Bertoni sta vagliando leggendo la prima nota (relativa ai sequestri) consegnatagli ieri mattina dall’Arma. Il magistrato si è preso tutto il pomeriggio per esaminare il materiale raccolto dai carabinieri e questa mattina comincerà a iscrivere le prime persone nel registro degli indagati. Un atto dovuto per fare i primi rilievi mirati. Quante saranno le persone che verranno raggiunte da avviso di garanzia è impossibile prevederlo (Bertoni lo deciderà in mattinata), ma è facilmente ipotizzabile che saranno almeno una decina. Proprio perché in questa fase si metteno tutte le ipotesi possibili sul tavolo per poi eliminare le piste improbabili o quelle meno probabili.
Le iscrizioni sul registro degli indagati, con l’accusa di omicidio colposo, comunque arriveranno prima dell’autopsia, che dovrebbe essere eseguita venerdì pomeriggio oppure al più tardi sabato mattina da uno specialista di malattie cardiovascolari infantili. Il medico ha accettato l’incarico. Resta da capire soltanto quale sarà la sede dove si terrà l’esame autoptico: a Massa non ci sono le sale, quindi restano il Versilia oppure Cisanello. Più facile il primo che il secondo. Nel frattempo i carabinieri ieri hanno fotografato gli interni della seconda ambulanza, quella che ha completato il viaggio da Lido a Massa. Solo per accertare se era adeguatamente attrezzata per un’emergenza del genere (pediatra e rianimatore a bordo fanno supporre di sì) oppure no.
Va detto però che il quadro che si sta delineando in queste prime ore fa supporre che il fascicolo che verrà aperto verrà trasferito alla procura di Lucca. Un’ipotesi che fanno a caldo gli inquirenti, visto che a Massa sembra che la piccola ci sia arrivata quando ormai non c’era più nulla da fare. Ma prima di poter dire una parola definitiva su questo aspetto bisognerà attendere l’esito dell’autopsia. Per i risultati dei campioni del muscolo cardiaco potrebbero volerci anche una quarantina di giorni. Insomma, fino a Natale sarà la procura di Massa a dover lavorare su questa ingarbugliata matassa. Poi si vedrà. Come si vedrà se il decesso di Ester è stato il frutto di un errore umano oppure soltanto il destino.
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