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Giubilaro: avvisi di garanzia in arrivo

Giubilaro: avvisi di garanzia in arrivo

A due anni dalla tragica alluvione che ha causato morte e devastazione ad Aulla il procuratore capo promette risvolti

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AULLA. Venerdì prossimo la città si fermerà per ricordare i tragici fatti del 25 ottobre 2011 quando l’esondazione del Magra causò morte e distruzione.

Un pomeriggio da tregenda, con una pioggia dall’intensità da diluvio universale, forse inattesa ma anche sottovalutata malgrado le previsioni annunciassero l’emergenza.

Un evento terribile contraddistinto, come sempre accade in questi casi, da polemiche successive al giorno in cui tanti aullesi persero casa e auto.

E due di loro la vita: Claudio Pozzi ed Enrica Pavoletti.

Due morti ancora in attesa di giustizia, dato che, dal 25 ottobre 2011, nessun nome è stato ancora fatto in merito alle responsabilità che gravitano sull’evento.

Ma a giorni, il silenzio che ha ricoperto le lunghe indagini della magistratura sarà finalmente interrotto, di fatto con uno o più nomi iscritti nel registro degli indagati.

Lo ha detto il procuratore capo Aldo Giubilaro che, a precisa domanda in merito, così ha risposto: «Solo questione di giorni, poi la prima fase di indagini darà i suoi esiti e qualche nome spunterà fuori».

Pur usando il suo stile conciso, il procuratore capo lascia intravvedere scenari che, appunto a breve, riporteranno l’attenzione delle cronache a quanto accadde quel terribile pomeriggio quando, in poco più di mezz’ora, una quantità colossale d’acqua cadde sulla Lunigiana, prima investendo Pontremoli e l’alto corso del Magra e, poco dopo, Aulla e le zone a confine con lo Spezzino.

La pioggia in quei frangenti fu talmente tanta che gli esperti dissero che tale quantità di solito cadeva in un anno. Di conseguenza il Magra si ingrossò e poi travolse tutto quanto incontrato sul suo corso, compresi cinque ponti tra Pontremoli, Mulazzo, Villafranca, Aulla e, nella vicina Liguria, Ameglia.

Una esondazione bicentenaria, si disse poi, nel senso che il Magra visto quel 25 ottobre, statistiche alla mano, così si trasforma ogni due secoli.

Tornando all’inchiesta della magistratura, sul banco ci saranno di certo le abitazioni edificate nella zona golenale del fiume Magra, dato che le polemiche sorte nei giorni successivi all’alluvione vennero appunto alimentate dal fatto che quelle case, o quantomeno alcune di esse erano troppo vicine agli argini (poi travolti dalla piena) del Magra.

Una piena che si portò via averi, speranze, sogni, serenità, aziende, negozi, posti di lavoro e, non ultime, le vite di due persone.

Fabrizio Palagi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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