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Camionisti esasperati: fateci lavorare
Nuova protesta contro le multe da sovraccarichi, riunione fiume per trovare soluzioni: «Anche noi contro i furbetti»
CARRARA. Nuova giornata di protesta, ieri, da parte degli autotrasportatori del lapideo: nel mirino della categoria le sanzioni sui sovraccarichi e l’impossibilità per i camionisti di verificare il peso esatto del prodotto.
In attesa di una risposta da parte del Comune, la protesta è destinata a proseguire. «Gli autotrasportatori non possono fare da parafulmine per le carenze di altri»: è questo il grido di allarme lanciato dalle associazioni di categorie a seguito dell’ennesima giornata di protesta dei camionisti del lapideo. E dopo la fumata nera uscita dall’incontro con l’amministrazione comunale, venerdì scorso, la mobilitazione potrebbe continuare anche per la giornata di oggi.
Ieri mattina diversi autotrasportatori sono tornati a incrociare le braccia contro le sanzioni per i carichi in eccesso: la categoria chiede, da tempo, la possibilità di liberarsi dopo la pesatura, di eventuali materiali in eccesso rispetto ai limiti consentiti dalla norma. Una richiesta che parte da un dato di fatto: l’impossibilità di stimare con precisione il peso del prodotto al momento delle operazioni di carico, che avvengono in cava, dove non ci sono strumenti di pesatura. Col sistema attuale il rischio per gli autotrasportatori è di vedersi sanzionati subito dopo il passaggio all’impianto di pesatura di Miseglia, dove si posizionano le pattuglie della Polizia Municipale incaricate dei controlli.
Dopo la protesta di venerdì e l’incontro con l’amministrazione, conclusosi con un nulla di fatto, alla luce della nuova mobilitazione di alcuni camionisti, ieri sera i rappresentanti di Confartigianato trasporti e Fita-Cna si sono ritrovati in un incontro fiume, nel corso del quale sono stati messi a fuoco tutti i disagi del settore. «Bisogna affrontare il problema alla radice, servono formule per risolvere la situazione in modo definitivo, fino a quando non ci saranno aperture da parte dell’amministrazione la protesta è destinata a proseguire» ha commentato Attilio Papini, di Confartigianato Trasporti ribadendo che l’obiettivo di tutti i camionisti «non è evadere ma lavorare in tranquillità».
A mo’ di esempio, Papini ha citato il caso di due trasportatori che, avvistata la pattuglia della Polizia Municipale sono rimasti fermi per tre ore nei pressi dell’impianto di pesatura per timore di essere in sovraccarico e di incombere in una sanzione: «Quando sono passati dalla pesa hanno scoperto che erano in regola ma intanto avevano perso tre ore di lavoro» ha raccontato il portavoce di Confartigianato Trasporti, spiegando che per risolvere il problema, sarebbe sufficiente dare ai mezzi la possibilità di liberarsi dell’eventuale peso in eccesso, scaricando in piazzali appositamente predisposti. Nella loro riflessione, le associazioni di categoria hanno anche affrontato il problema dei “furbetti”, quei camionisti che approfittano dell’assenza dei controlli per viaggiare sovraccarichi. «Siamo i primi a voler mettere all’indice questi “furbetti” e siamo favorevoli ai controlli sistematici, a patto che sia data la possibilità di correggere i carichi» ha aggiunto Papini.
Una soluzione emersa dall’incontro di ieri sera prevede appunto la presenza costante di una pattuglia a poche centinaia di metri dall’impianto: con la possibilità di scaricare il peso in eccesso, chi continuasse a tentare di eludere le norme, finirebbe così inevitabilmente sanzionato senza più alcuna “scusante”.
Una proposta, questa, già esaminata dall’amministrazione, su cui però penderebbero delle obiezioni di tipo legale: come è emerso nel corso della riunione di giunta, venerdì scorso, nessuno può autorizzare gli autotrasportatori a compiere un’infrazione perché i camion dovrebbero essere in regola col carico fin dal momento stesso dell’ingresso sulla strada pubblica, che avviene subito dopo l’uscita dalle cave e a monte rispetto all’impianto di pesa. Di qui l’altra ipotesi avanzata a più riprese dagli addetti ai lavori, e cioè installare delle pese al monte, nei tre bacini principali bacini marmiferi: ma anche in questo caso il Comune non ha potuto dare il via libera per tutta una serie di problemi gestionali che sono emersi fin dalle prime verifiche. In attesa di trovare una soluzione dalla riunione delle associazioni categoria parte un messaggio forte e chiaro: così non si può andare avanti e fino a quando dall’amministrazione non arriverà un’apertura, la protesta dei camionisti è destinata a proseguire.
(c.ch.)
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