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Bienaimè: ok al dialogo su obiettivi condivisi

Bienaimè: ok al dialogo su obiettivi condivisi

Ma l’Associazione Codici tuona: il Comune non può e non deve scendere a patti con Assindustria

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CARRARA. Prime reazioni alla proposta di un nuovo “patto” sul settore marmo lanciato da Assindustria. Claudia Bienaimè di Idv-Bene Comune concorda con l’esigenza di stoppare le polemiche: «Fin dalla campagna elettorale abbiamo considerato stucchevole il comportamento del Sindaco che in uno strano gioco delle parti, invece di avviare un confronto serio, ha ingaggiato a fasi alterne uno scontro basato su proclami e minacce, una modalità di relazioni che non ci convinceva allora come adesso, tant'è che poi questi proclami sono miseramente naufragati in sentenze del Tar che hanno visto l'amministrazione comunale soccombere per vizi di forma, la mancata comunicazione alle parti! Insomma una questione materia del primo esame di diritto amministrativo a giurisprudenza e meno male abbiamo un avvocato, a dirigente del settore marmo! Quello invece che abbiamo potuto constatare è invece l'atteggiamento costruttivo assunto da Legambiente e da altre associazioni che invece hanno proposto, fino ad arrivare a portare alla discussione del consiglio comunale un nuovo testo di regolamento, almeno un punto di partenza. Se l'associazione industriali, come dice, vuole riavviare il confronto, si riparta dai dati certi, la sentenza della corte costituzionale del 1995 (concessioni onerose e temporanee), facciamo decadere le rendite parassitarie;facciamo in modo che il dibattito sia pubblico senza che a parlare siano le invettive populiste. Obiettivi? Certezza di regole, tranquillità negli investimenti e guadagni consoni al rischio di impresa e al lavoro svolto.

Diverso il tenore dell’intervento dell’Associazione Codici: «Non c'è peggior sordo di chi non vuol intendere. Ripetiamo per l'ennesima volta al dottor Balestri, che il Comune non può, non deve, scendere a patti con nessuno, né tanto meno con la sua Associazione, che a tale regola deve sottostare. Qualsiasi patteggiamento, nella gestione del suo patrimonio indisponibile, chiamasi abuso d'ufficio. Qualora volesse fare cosa utile all'economia di Carrara il dottor Balestri chieda agli Amministratori comunali il rilascio immediato delle Concessioni, il canone commisurato al valore di mercato, con durata temporanea e soprattutto con la clausola che preveda la lavorazione in loco pena la revoca della medesima. La condizione di patteggiamento in essere, cioè il considerare il valore di mercato dello statuario 135 euro con il relativo canone e indennità a 13,5 euro a tonnellata è un'offesa a tutti gli altri escavatori e a tutti i cittadini proprietari del bene collettivo. Tutte cose che evidentemente non interessano il dottor Balestri, che difende esclusivamente un manipolo di escavatori di materiale pregiatissimo venduto anche a quattromila euro a tonnellata, con costi di escavazione equivalenti a quelli delle altre cave che vendono il materiale a 100/200 euro». E ricorda che la Procura sta focalizzando l'attenzione proprio sui rapporti tra Amministrazione comunale e imprenditori.

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