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La nuova legge per le cave slitta all’anno nuovo

CARRARA. «Una legge moderna, che metta ordine nel settore marmo e che, soprattutto, prenda atto del pronunciamento della Corte costituzionale del 1995 quando è stato stabilito che una parte del...

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CARRARA. «Una legge moderna, che metta ordine nel settore marmo e che, soprattutto, prenda atto del pronunciamento della Corte costituzionale del 1995 quando è stato stabilito che una parte del diritto estense non è più compatibile con il diritto di oggi».

Parla chiaro l’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli (infrastrutture per la mobilità, logistica, viabilità e trasporti) facendo il punto del lavoro in atto per riformare la legge 78/98, destinata, almeno nelle intenzioni, ad aprire una nuova fase per il mondo delle cave. Certo, afferma, il percorso è ancora lungo. E non certo semplice.

«Abbiamo istituito un gruppo tecnico che ha all’interno anche l’avvocatura - sottolinea l’assessore - Per la specificità del marmo il problema è squisitamente giuridico, soprattutto per quel che riguarda i beni estimati. Ci avvaremo anche di uno storico del diritto, proprio in questi giorni abbiamo contattato vari professori».

E l’assessore Ceccarelli ricorda la “mission” della riforma della legge sulle attività estrattive.

«L’obiettivo è mettere al primo posto i criteri di concorrenza, onerosità e temporaneità - afferma - Ma anche mantenere un equilibrio fra la componente dell’escavazione e la filiera occupazionale da una parte, la tutela della risorsa, la sostenibilità e l’impatto ambientale dall’altra».

«Si tratta - continua Ceccarelli - di uscire da una fase, quella che fino ad oggi ha governato il mondo delle cave, per entrare in un’altra, che sia al passo con i tempi: insomma quale può essere oggi il valore di un editto del 1751?».

E per questo, come spiega subito dopo, non sarà un percorso breve.

«Per il resto del lavoro sulla legge 78/98 contiamo di chiudere entro fine anno, ma invece, per quel che riguarda proprio il settore del marmo bisognerà andare- annuncia Ceccarelli - ai primi mesi del 2014».

E il consigliere regionale apuano Loris Rossetti, conferma tutte le difficoltà ad affrontare la materia marmo, a livello legislativo e di nuova regolamentazione.

«La legge riguarda tutto il comparto delle attività estrattive - spiega il consigliere del Partito democratico - e per il marmo c’è tutto un capitolo a parte, con tanto di legislazione precedente con cui bisogna fare i conti».

Certo, la Regione, l’impegno di fare chiarezza e di regolamentare il settore se l’è preso. Ma sembra proprio che i tempi non siano davvero troppo stretti.

Alessandra Vivoli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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