Il Tirreno

Il piano del Governo per salvare i balneari va alla prova del voto

di Matteo Tuccini

Oggi sul tavolo dei ministri l’ok alla vendita delle spiagge Che può fruttare da 1 a 2 miliardi di euro ai conti pubblici

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA CARRARA. Il piano del Governo per salvare i balneari va alla prova del voto. Oggi, in Consiglio dei ministri, verrà affrontata la legge di stabilità: la cosiddetta “manovrina” necessaria per l’assestamento dei conti pubblici. Un’operazione da 12-15 miliardi, in cui è stato inserito anche il progetto di vendita ai concessionari della parte della spiaggia con le strutture (cabine e locali commerciali). Che, secondo una prima stima, dovrebbe fruttare da 1 a 2 miliardi di euro. Secondo questo piano, elaborato soprattutto dal sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta, si può riuscire ad evitare gli effetti della direttiva europea Bolkestein almeno su metà dell’arenile. Lo Stato applicherebbe una specie di diritto d’opzione a favore del balneare proprietario delle strutture: il riscatto del terreno, però, può avvenire solo al prezzo fissato da Roma. Circolano al proposito cifre intorno ai 500-600mila euro a bagno, che hanno già fatto innervosire qualcuno. Si tratta di prime ipotesi che però sono più che altro delle medie: difficile pensare che un grande stabilimento balneare della Versilia ma anche di Marina di Massa possa essere ceduto a quelle cifre. È bene chiarire che se il balneare non riesce a raggiungere la cifra chiesta dallo Stato, la procedura di “sdemanializzazione” - cioè passaggio della spiaggia da patrimonio pubblico a bene privato - deve essere effettuata tramite gara a evidenza pubblica. Gara che comunque verrà fatta per la parte di spiaggia con sdraio e ombrelloni, che non può in alcun modo essere ceduta ai privati. A questo proposito, Il Sole 24 Ore parla di gare calmierate: termine un po’ oscuro che forse cela punteggi di favore per il concessionario uscente. Gli stessi sindacati balneari hanno chiesto che in nessun modo, nel progetto del Governo, venga messa in discussione l’unione che c’è tra le due parti di spiaggia, quella con gli ombrelloni e quella con le cabine, che vengono gestite dagli stabilimenti balneari: difficile, secondo loro, separare le imprese a metà ridisegnando la linea demaniale. Altra richiesta è che i prezzi siano congrui alle possibilità degli stabilimenti balneari. Richieste legittime, ma forse difficili da accogliere da parte di un Governo che ha un bisogno disperato di soldi. Altro aspetto importante: la gestione della spiaggia con gli ombrelloni sarà soggetta a nuove concessioni ma a canoni rincarati. Lo ha già detto ad esempio la senatrice versiliese del Pd Manuela Granaiola, che tra l’altro farà una proposta di legge sul riordino delle concessioni demaniali. E lo sanno benissimo gli stessi balneari che attendono di capire come e quando possono salvare le loro imprese.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana