Il Tirreno

Blocchi, valori quasi raddoppiati in 10 anni

I dati dell’Isr: dal 2001 al 2012, il quantitativo esportato è salito del 25,7%, il prezzo dell’82%

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CARRARA. Secondo l’Istituto di studi e ricerche (Isr) i primi sei mesi del 2013 confermano il trend positivo dell’export del lapideo iniziato lo scorso anno: in Cina finisce il 20% dei materiali grezzi. Dall’analisi a lungo termine dei trend del settore, emerge una flessione dei quantitativi di materiali estratti ma anche la tenuta del valore medio di vendita. I dati sono stati illustrati in una seduta congiunta delle commissioni Marmo e Attività Produttive. La prima metà di quest’anno, conferma i segnali positivi arrivati nei primi due trimestri del 2012: le vendite all’estero dal distretto Apuo-Versiliese sono aumentate del 9% nei valori rispetto al primo semestre dello scorso anno e hanno toccato quota 316 milioni di euro. Ancora meglio hanno fatto le aziende della provincia di Massa Carrara che nello stesso periodo hanno registrato un incremento dell’export dell’11,2%, nei valori. Particolarmente confortanti i numeri che arrivano dalle esportazioni di marmo e granito lavorati, che registrano un + 15,4 % rispetto al primo semestre del 2012, pari a un totale di 158 milioni di euro di lavorati esportati. Un trend condizionato soprattutto dalla ripresa dei mercati nordamericani (Usa e Canada) e del medio oriente (Arabia Saudita e Quatar). Anche le esportazioni di marmo grezzo sono in aumento, con un +4,3% nei valori, rispetto al primo semestre del 2012: a fare la parte del leone, per questi materiali, è ancora la Cina – dove finisce il 19% del materiale grezzo estratto, per un valore di circa 19 milioni di euro - seguita da India.

Nel corso della seduta di ieri mattina, il presidente di Isr Gianfranco Oligeri e il dottor Massimo Marcesini, non si sono limitati a snocciolare gli ultimi dati ma hanno tratteggiato un quadro sul pianeta lapideo dal 2000 a oggi, incrociando i dati di Imm, Istat e Comune di Carrara: due i trend più interessanti emersi dal report, uno relativo alle quantità di materiale estratto e uno sul mercato del granito. Dopo gli anni del boom dell’estrazione, tra il 1991 e il 1995, quando si escavava oltre un milione di tonnellate l’anno (il picco fu nel 1995 con 1,3 milioni di tonnellate), le quantità sono andate progressivamente calando, per arrivare nel 2012 a 870 mila tonnellate. Questo trend ha avuto i suoi riflessi nei quantitativi di materiali esportati, ma non nei valori, soprattutto se si guarda ai marmi lavorati. Per l’export di questo materiale, tra il 2001 e il 2012 si è registrata una flessione del 42% cento mentre la diminuzione dei valori è stata solo dello 0,7 per cento.Per marmo in blocchi e lastre, in 11 anni l’export è cresciuto, con un + 25,7% nelle quantità e addirittura, un +82,1% dei valori. Questo, hanno spiegato da Isr, testimonia che i prezzi di vendita dei materiali hanno retto e che il valore unitario medio del lapideo è cresciuto. L’altro dato rilevante che emerge dall’analisi ultradecennale del settore messa a punto da Isr è il tracollo del granito; tra il 2001 e il 2012, l’export di questa pietra ha perso il 48%nei quantitativi e il 40% nei valori. Una debacle che ha avuto pesantissime ricadute sulla filiera locale e sull’industria della trasformazione. Per quanto riguarda invece l’impatto occupazione, il settore lapideo, a Massa Carrara, occupa tra diretti e indotto circa 13mila persone, pari al 20% degli occupati della provincia: alle cave operano 100 imprese con un totale di circa 1000 addetti; nella trasformazione sono attive circa 500 aziende, con 3mila addetti mentre altre 500 ditte lavorano nel commercio, con circa 1500 addetti.

Cinzia Chiappini

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