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Bastava una verifica fiscale, sono entrati in casa della gente alle 7
CARRARA. «Le indagini vanno avanti. Ma, ad oggi, è stato dimostrato che alla luce degli elementi contenuti nella relazione della Finanza, per ora l’unica messa agli atti, mancavano i presupposti per...
CARRARA. «Le indagini vanno avanti. Ma, ad oggi, è stato dimostrato che alla luce degli elementi contenuti nella relazione della Finanza, per ora l’unica messa agli atti, mancavano i presupposti per i provvedimenti di sequestro. Ma anche per firmare il decreto di perquisizione».
Lo dice, dopo la lunga linea di silenzio tenuta nelle fasi più delicate dell’indagine, l’avvocato Giancarlo Lattanzi, legale che, insieme al professor Tullio Padovani (per lui davanti al tribunale del riesame c’era l’avvocato Stefano Marenghi) assiste l’imprenditore Nicola Fontanili.
«È bene essere chiari - spiega l’avvocato Lattanzi - la sentenza del riesame riguarda il provvedimento di sequestro. Le indagini che sono in corso vanno avanti e noi non sappiamo quali siano gli elementi in mano alla Procura e alla Finanza. Il fatto è diverso, con gli atti che sono stati depositati, i giudici hanno confermato quanto da noi sostenuto, e cioè che non si poteva procedere alle perquisizioni e ai sequestri».
«Quella che anche noi abbiamo in mano infatti - prosegue - è una informativa generica, non specifica, in cui si parla di ipotesi e intercettazioni: non era sufficiente per firmare il decreto che alcune settimane fa ha messo in atto le perquisizioni».
E l’avvocato di Fontanili va avanti ed entra un po’ più nello specifico.
«La nostra produzione della fattura citata nella relazione di servizio delle Fiamme Gialle - sottolinea - ha sconfessato l’impianto accusatorio, quello che vedeva in quel documento uno dei nodi centrali per ricostruire l’iter del presunto “nero”».
Dagli aspetti giuridici, che hanno visto riconosciuta dal Tribunale del riesame l’insussistenza del “fumus” (la parvenza in termini meno tecnici) delle ipotesi di reato contestate a Fontanili e prospettate nella nota del 17 settembre scorso dalla Guardia di Finanza, l’avvocato Giancarlo Lattanzi passa ad alcuni di carattere un po’ più “umano”.
«Da quanto ha stabilito la sentenza del tribunale del riesame - conclude Lattanzi - non ci sarebbe stato bisogno delle perquisizioni e dei sequestri. Per verificare la fattura finita al centro della parte della relazione in cui si parla di Fontanili, bastava chiedere una verifica fiscale. Non c’erano quindi - ribadisce - gli elementi sufficienti per entrare in casa del nostro assistito alle 7 del mattino e per creare tutto quel clima che si è respirato in questi giorni».
L’avvocato Marenghi, intanto, si associa alla soddisfazione per l’esito della sentenza: «Lo avevamo detto già prima, le prove a carico di Fontanili erano inconsistenti».
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