Il presidio
Tares: le famiglie numerose pagheranno di più
Nel piano per la tassa sui rifiuti anche i crediti non esigibili Aumenti in arrivo anche per i negozi di frutta e verdura
CARRARA. La prima considerazione è quella più “pesante” per i nostri portafogli: con la Tares pagheremo di più rispetto alla vecchia tassa sui rifiuti (la Tarsu). E dovremo pagare anche oltre 650mila euro per i morosi: per la precisione 650.370mila euro, che nel piano economico del Comune, che va ad unirsi a quello di Amia e Cermec, sono indicati alla voce “accantonamento per inesigibili”. Non solo, entro il 16 dicembre, ci sarà da sborsare il balzello imposto dallo Stato, per pareggiare i bilanci: 30 centesimi a metro quadro, per un’abitazione di 100 metri il conto è presto fatto ed è di 30 euro.
Ad avere la peggio saranno le famiglie numerose, che tecnicamente - a parità di metri quadri abitativi - producono più rifiuti, visto che il calcolo è determinato sul numero di persone che comprendono il nucleo.
Le piccole botteghe, ad esempio di frutta e verdura, avranno una tegola in cartella superiore a quella degli istituti bancari che, invece, vedranno calare il tributo sui rifiuti (con la Tarsu veniva loro applicato il massimo).
Le cifre parlano chiaro e sono quelle contenute nel piano finanziario sul tributo comunale sui rifiuti e servizi del 2013, per la prima volta frutto dell’aggregazione di Comune, Cermec e Amia, all’esame ieri della commissione bilancio presieduta da Roberto Conserva. Il costo complessivo è di 14 milioni 387mila euro: tanto dovrà essere incassato dalla Tares. Voce per voce, nel piano economico del Comune i costi sono calcolati a 903.332mila euro (e qui rientrano anche i costi fissi come quelli, ad esempio, per il lavaggio strade).
Quelli del Cermec sono di 4 milioni 961mila euro: per non far gravare sulle tasche dei cittadini il concordato della partecipata, è stata calcolata una valutazione del capitale, più il conferimento a tariffa dei rifiuti (160 euro a tonnellata).
Per Amia, infine, il costo previsto sul piano della Tares è quello più elevato ed ammonta a oltre 8 milioni e mezzo (8 milioni 522mila per la precisione). E, come ha spiegato il presidente della commissione Bilancio Roberto Conserva, in questo caso si paga davvero caro l’essere “virtuosi”.
«In effetti è così - spiega Conserva - essendo un’azienda virtuosa a livello di servizi e raccolta differenziata Amia patrimonializza oltre 7 milioni e si trova così ad avere, inseriti nel suo piano, 899mila euro di ammortamenti».
Insomma i conti ora sono fatti, quelli del piano sul tributo sui rifiuti che deve ancora essere approvato. Poi, nella prossima seduta, la commissione Bilancio affronterà il problema del regolamento: quello in cui si terrà conto di eventuali agevolazioni e della Isee.
Solo al termine di questo iter, complesso, verranno modulate le tariffe. Anche se il fatto che si pagherà, in media di più (fatta eccezione per le banche) ormai è una certezza.
«Siamo davvero in un momento difficile - ammette Conserva - e anche dal punto di vista dei tributi siamo di fronte a situazioni, che vengono imposte dallo Stato, sempre più pesanti». E, quanto pare, anche le famiglie carraresi se ne accorgeranno molto presto.
Alessandra Vivoli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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