Il presidio
Figlio vegetariano, denuncia la Cir
Una mamma: «Il mio bambino di otto anni discriminato nell’alimentazione»
CARRARA. Un esposto contro la Cir, la ditta che effettua il servizio mensa nelle scuole del Comune di Carrara, per violazione degli articoli 2,3 e 32 della Costituzione: l’ha presentato ieri mattina la mamma di un bambino di 8 anni, che frequenta un istituto cittadino.
«Mio figlio è stato discriminato e dopo anni di lettere e proteste ho deciso di denunciare tutto all’autorità giudiziaria», racconta la donna.
«I problemi sono iniziati fin dal nido e sono proseguiti, tra alti e bassi, per tutto il percorso scolastico di mio figlio, discriminato a mensa perché vegetariano»: con queste parole, la mamma, sintetizza i motivi che dopo anni di tentativi naufragati, l’hanno convinta a recarsi in Procura, per presentare un esposto contro C.i.r.Food – Cooperativa Italiana di Ristorazione, la ditta che gestisce il servizio mensa nelle scuole del comune di Carrara.
La signora non ce l’ha né con l’amministrazione né con i dirigenti degli istituti che, nel corso degli anni, ha frequentato suo figlio: «La maggior parte di loro mi ha aiutato come ha potuto, mettendomi in contatto con la C.i.r.» racconta la donna.
Secondo lei, infatti, a fronte delle garanzie ricevute dalla ditta sulla possibilità per suo figlio di usufruire di un menù vegetariano, a parte brevi periodi, il bambino è stato sottoposto a una dieta squilibrata e ha subito un trattamento discriminatorio: «Si ritrovava a mangiare tutti i giorni pasta in bianco e verdure lessate mentre una volta, all’asilo, gli hanno dato addirittura per tre giorni di seguito l’uovo, come mi hanno raccontato le maestre» ricorda la mamma.
Non solo: secondo il racconto della donna, il bambino si sarebbe ritrovato, spesso, ad avere portate in meno rispetto ai compagni, ricevendo non solo un minore apporto nutrizionale ma anche una evidente discriminazione rispetto agli amichetti. Ovviamente nel corso degli anni, la mamma non è rimasta con le mani in mano: ha denunciato la situazione ai dirigenti degli istituti e al settore Istruzione del comune di Carrara, che hanno tentato di aiutarla, mettendola in contatto con la C.i.r.
«Per un po’, dopo i miei solleciti, le cose miglioravano ma poi si tornava sempre e comunque alla pasta in bianco…» racconta la donna che, esasperata, si è rivolta alla Procura.
L’accusa che la signora rivolge a C.i.r. è precisa: quella di aver violato gli articoli 2, 3 e 32 della Costituzione italiana, quelli che impongono il rispetto delle convinzioni etiche e religiose di tutti i cittadini e ne tutelano la salute.
Ma i disagi, secondo la donna, riguarderebbero non solo chi richiede di usufruire di un menù particolare:«Per la mia esperienza posso dire che c’è tanto malcontento per il servizio offerto, anche tra coloro che seguono la dieta tradizionale. Non a caso in molte scuole cittadine sono nati dei comitati di genitori: questi hanno incontrato i rappresentanti di C.i.r che però hanno minimizzato le proteste, facendo leva sul fatto che i genitori di un istituto non sapevano che le stesse cose stavano accadendo anche altrove», conclude la sua riflessione.
Insomma secondo la mamma il servizio offerto da C.i.r. dovrebbe essere radicalmente migliorato, per garantire davvero il rispetto dei diritti di tutti i bambini.
Cinzia Chiappini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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