Il presidio
«Neppure Codici riuscirà a gettare discredito sull’esperienza della giunta Fazzi»
CARRARA. «Che prima o poi Codici, sedicente associazione ambientalista, assurta a notorietà locale sui temi del marmo, avrebbe rivelato la sua vera natura di strumento di copertura per l’estrema...
CARRARA. «Che prima o poi Codici, sedicente associazione ambientalista, assurta a notorietà locale sui temi del marmo, avrebbe rivelato la sua vera natura di strumento di copertura per l’estrema destra era cosa del tutto pacifica»: lo sostiene, in un documento, Ildo Fusani, ex dirigente al marmo del Comune e, durante la giunta Fazzi Contigli, assessore al marmo.
« In un comunicato stampa codardo e velenoso ad un tempo, l’associazione attribuisce al sottoscritto e al sindaco Fazzi una sostanziale inerzia nei confronti dell’industria dei detriti e del carbonato di calcio, adombrando sotto l’ombra dell’”anomalia”, responsabilità forse più gravi. Sarebbe bastato informarsi meglio oppure chiedere chiarimenti, per scoprire che, dopo un faticoso percorso durato più di quattro anni, solo il 25 marzo 1999, su iniziativa del senatore Fausto Marchetti, la Camera approvava una legge interpretativa della Tassa Marmi che così recita “….si interpreta nel senso che la tassa dallo stesso istituita è applicata ai marmi e ai loro derivati......”».
L’associazione Codici, nel suo intervento, aveva fatto in particolare riferimento alla forfettizzazione dei detriti, deliberata dalla giunta Pincione nel 1993; dopo il commissariamento del Comune (il commissario fu il dottor Castaldo), ci fu la prima elezione diretta del sindaco, con l’elezione di Emilia Fazzi Contigli.
«Fino ad allora quindi - riprende l’ex assessore Fusani - il contributo per sassi e detriti non trovava copertura di legge a differenza della tassa sui marmi; il vero problema sta nel fatto che se le giunte che hanno preceduto l’amministrazione della Fazzi sono riuscite ad introitare ben poco, mentre quell’amministrazione ha quasi triplicato l’entità del contributo, dal ’99 in poi, quando si sarebbe potuto imporlo grazie alla nuova legge, si è invece continuato colpevolmente a trattare. Si tranquillizzi Codici, altri meglio informati e con più mezzi, hanno tentato di gettare ombre e discredito su quella positiva esperienza che ha vissuto la città dal ’94 al ’98 per merito di cittadini e amministratori democratici e progressisti e con il contributo fondamentale dei comunisti. Nessuno ci è riuscito semplicemente perché questo non era possibile; certamente con questa sortita Codici è riuscita ad attirare su di sé più di un’ombra, per me si tratta invece di semplice conferma a facile certezza», conclude Ildo Fusani.
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