Il presidio
Ecco le aree di emergenza in caso di calamità
MASSA. «Il piano di Protezione civile è importante, soprattutto per un territorio come il nostro. Ed è importante non solo crearlo, ma anche renderlo noto». Commenta così il sindaco Alessandro Volpi...
MASSA. «Il piano di Protezione civile è importante, soprattutto per un territorio come il nostro. Ed è importante non solo crearlo, ma anche renderlo noto». Commenta così il sindaco Alessandro Volpi il nuovo piano di Protezione civile presentato ieri mattina in via ufficiale in una conferenza stampa a cui hanno partecipato anche il vicesindaco Uilian Berti, il responsabile della Protezione civile Fernando Della Pina, il geologo Roberto Guidi e l'ex assessore comunale alla Protezione civile Loreno Vivoli. E commenta ribadendo quindi i concetti chiave di quel piano, già illustrato ufficiosamente dai tecnici lunedì al Teatro dei Servi in occasione proprio del Festival della Protezione civile: prevenzione, organizzazione e dinamismo. Ed è proprio la prevenzione a fare la parte del leone in questa triade, vista nella sua duplice veste di “prevenzione del rischio” e “prevenzione del disastro”. In altre parole è importante, affinché un piano di Protezione civile sia realmente efficiente ed efficace, che ogni singolo cittadino conosca il territorio – lotta all'abusivismo - e sappia come muoversi in caso di emergenza.
«Il piano– spiega Berti – passa soprattutto attraverso di noi come singoli cittadini, quindi attraverso le nostre responsabilità. È importante capire quindi che certe azioni hanno delle conseguenze sul territorio».Il prossimo passo da compiere quindi per l'amministrazione comunale è proprio quello di portare il piano fuori dai corridoi del palazzo municipale e farlo conoscere alla cittadinanza. In fase di progettazione quindi percorsi formativi nelle scuole e un calendario di incontri nelle aree a rischio, come quelle montane o vicino torrenti. La formazione sarà importante anche per le stesse associazioni di volontariato che opereranno nell'emergenza.
«Oltre alla Protezione civile – spiega Della Pina – vorremmo dare vita a un gruppo come quello che si è formato spontaneamente durante la scorsa alluvione, i cosiddetti “angeli del fango”, ma vorremmo dargli una formazione, in modo tale che sappiano come agire in caso di calamità». Nel frattempo, ieri mattina, i tecnici hanno mostrato la carta operativa, una mappa della città in cui sono stati individuati gli edifici strategici in caso di emergenza e le aree di raccolta della popolazione. Quattro in tutto, che cambiano in base alla tipologia di rischio: quella d'attesa (colore verde), di ricovero (rosso), di ammassamento soccorritori e risorse (giallo), elisuperfici (blu). Il nuovo piano tuttavia non sarà statico, ma bensì dinamico, come ricorda il geologo, ossia in continuo work in progress che tenga conto degli approfondimenti, degli studi, ma anche dell'evoluzione del territorio. Un territorio che d'altronde necessita un continuo monitoraggio.
Intanto il convegno "Pubblico - privato: una soluzione al dissesto idrogeologico" che avrebbe dovuto svolgersi oggi alle 15 nel Teatrino dei Servi è stato rinviato a data da destinarsi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
