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Mobilitazione all’Inps per i tagli al personale

Mobilitazione all’Inps per i tagli al personale

I sindacati: sempre meno dipendenti, meno soldi in busta paga Tre giorni di assemblea fino a stamani e sciopero il prossimo 18 ottobre

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CARRARA. «Un attacco al lavoro», così definisce i tagli alle risorse sul salario di produttività dei dipendenti Inps Mirko Bertoloni, rappresentante della Cgil. Queste le ragioni che hanno spinto l'Unione Sindacale di Base (Usb) a indire 3 giorni di mobilitazione, ed è per questo che, dalle 10.30 alle 12.30 di lunedì, martedì e questa mattina, i servizi agli sportelli sono sospesi.

I dipendenti, riuniti in assemblea discutono di questa nuova e grave situazione che, ne sono certi, porterà ad abbassare il livello delle prestazioni offerte all'utenza che, come afferma Paolo Chianese dalla Cisl, «è sempre più costituita dalle fasce più deboli della popolazione. Se un tempo a rivolgersi a noi erano per la maggior parte pensionati - prosegue - adesso sono i disoccupati e i giovani in mobilità».

Oltre al rischio di una perdita di salario di circa 300 euro al mese per ogni dipendente quindi, sarebbero a rischio anche i servizi offerti all'utenza. E la mobilitazione dei dipendenti Inps infatti, non solo ha carattere nazionale, ma ha visto l'adesione dei massimi dirigenti dell'istituto previdenziale. Ma veniamo ai fatti: dopo la soppressione dell'Inpdap e dell'Enpals e l'assorbimento in seno all'Inps dei loro dipendenti, quest'ultimo ha subito cospicui tagli al personale: «Oltre a vedersi eliminato il salario di produttività, che rendeva Inps concorrenziale e paragonabile, grazie al controllo della produzione, ad un istituto privato - , afferma Bertoloni - nella sola provincia di Massa-Carrara, su 100 dipendenti, 20 sono andati, qualcuno anzi tempo, in pensione». Certo, questa è senza dubbio una soluzione preferibile alla mobilità, ma di fatto, l'ente può contare adesso su un quinto di personale in meno. «E questo riguarda tutto l'ente a livello nazionale - prosegue Chianese - basti pensare che nel quadro generale di spending-review, ad Inps sono stati chiesti esuberi pari al 40% del totale imposto a tutte le amministrazioni pubbliche, e ciò seppur l'ente costituisca, con 30mila dipendenti a fronte di 3 milioni e mezzo, appena l'1% della totalità dei salariati pubblici».

E se a novembre il centro operativo di Massa chiuderà, l'utenza provinciale potrà contare esclusivamente sulla sede centrale di Carrara, un punto Inps che verrà aperto dentro al Comune di Massa e sull'agenzia presente ad Aulla. Queste le motivazioni che porteranno dipendenti e rappresentanti sindacali a partecipare allo sciopero generale del prossimo 18 ottobre.

Barbara Monaco

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