Il presidio
Il piatto piange, salta il bando per smaltire l’amianto
CARRARA. Se avete intenzione di sbarazzarvi dell’amianto ancora presente nelle vostre case, non contate più sul bando per l’agevolazione del suo smaltimento cui ormai eravamo abituati. Non ci sono...
CARRARA. Se avete intenzione di sbarazzarvi dell’amianto ancora presente nelle vostre case, non contate più sul bando per l’agevolazione del suo smaltimento cui ormai eravamo abituati.
Non ci sono soldi e l’Amministrazione è costretta a stringere la cinghia. Se ne è parlato ieri nell’incontro con l’ingegner Franco Fini all’interno della Commissione Ambiente presieduta da Davide Poletti (Pd).
I costi inseriti nella previsione di bilancio ambientale infatti prevedono svariate migliaia di euro destinati alla raccolta e smistamento rifiuti, derattizzazione e bonifiche di discariche abusive. Una voce importante è quella che riguarda la caratterizzazione delle terre in seguito all’alluvione. Fortunatamente ne esiste solo una piccola parte, nei dintorni del Lavello che, analizzata, è risultata superare i limiti di arsenico e che quindi necessiterà di un trattamento particolare: «C’è da dire comunque - afferma Fini - che la Regione ci finanzierà un milione e 800 mila euro per gli smaltimenti dovuti all’alluvione».
Iin ogni caso, il piatto piange e, di finanziare bandi non se ne può parlare: «Naturalmente - aggiunge Fini - continueremo a raccogliere l’amianto abbandonato per strada».
Ma la cosa non piace, Roberto Conserva (Psi) sottolinea come questo potrà incentivare ulteriori abbandoni mentre dal Pd Luca Barattini e Simonetta Corsi sottolineano l’importanza di proseguire con una politica che sensibilizzi la cittadinanza e, il bando servirebbe proprio a questo scopo. Racimolare fondi per promuovere comunque il bando, questo chiedono Corsi e Barattini: «Si potrebbe coinvolgere la cittadinanza - afferma quest’ultimo - con l’aiuto di guardie ambientali ad hoc ed intensificando i controlli per chi abbandona non solo amianto ma ingombranti; con multe salate si potrebbe raccogliere la cifra necessaria a riproporre il bando».
«Questo aspetto mi fa molta paura - sottolinea Corsi - con la crisi economica in corso è sempre più difficile per le famiglie affrontare spese extra per bonificare, ho timore soprattutto di chi getta parti di amianto nei cassonetti, in questo modo vengono polverizzati causando gravissimi danni a chi ne inala le polveri».
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