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«Salvaguardiamo famiglie e categorie»
L’assessore Rutili: siamo consapevoli del momento e manteniamo basse le tasse
MASSA. Imu, per i contribuenti, significa soldi da sfilare dal portafoglio. Per i comuni, invece, significa un’entrata - la più importante - per far quadrare i conti.
Del resto l’imposta municipale unica garantisce a Palazzo civico circa 20 milioni di euro (cifra indicata in bilancio). A questi, sino alla sospensione - abolizione, si aggiungevano ulteriori 5 milioni di euro, garantiti dal versamento dell’imposta per la prima casa.
Quei 5 milioni nelle casse del Comune dovrebbe arrivare comunque. Ma a versarla, al posto dei contribuenti, dovrebbe essere lo Stato. Dovrebbe perché - parola dell’assessore Giovanni Rutili - fino ad ora non si è visto un centesimo. I 2,5 milioni che Palazzo civico avrebbe incassato con la rata di giugno sulla prima casa non sono arrivati.
La voce più importante, nel capitolo Imu, è sicuramente quella di negozi, uffici, seconde case in affitto, vale a dire tutte quelle categorie di immobili soggetti ad aliquota ordinaria. Garantiscono un’entrata di 13 milioni di euro annui. «Contenere proprio questa aliquota (0,91) - puntualizza Giovanni Rutili - è uno sforzo importante, finalizzato a tutelare le categorie». Già provate dalla crisi. Del resto un aliquota ordinaria pari a 0,96 (come a Carrara), pur non essendo tra le più alte in Toscana, avrebbe garantito - considerato il numero degli immobili che ad essa sono soggetti - un incremento negli introiti di Palazzo civico pari ad un milioni di euro. Non spiccioli, dunque.
Altro sforzo dell’amministrazione - ci tiene a sottolinearlo l’assessore - la riduzione dell’aliquota sulle abitazioni in comodato ai figli (dallo 0,90 allo 0,87): «In questo modo salvaguardiamo le famiglie. Siamo consapevoli del momento di criticità e il nostro impegno - Rutili tira le conclusioni della sua riflessione - è quello di mantenere i più bassi possibili i livelli di tassazione».
Del resto - l’amministrazione lo ha più volte ribadito più volte - di soldi in cassa, con i tempi che corrono, ce ne sono pochi. Dunque o si alzano le tasse o si riducono le spese. A partire da quelle legate al funzionamento della macchina amministrativa.
E il Comune opta - questa la posizione della giunta - per l’ipotesi B. Così, a parte la lieve correzione della aliquota ordinaria, non alza l’Imu.(C.S.)
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