Il Tirreno

Giovani industriali, Nicola Fontanili lascia

Giovani industriali, Nicola Fontanili lascia

L’imprenditore indagato si autosospende dalla neo presidenza. Balestri: gesto di estrema eleganza

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. I primi effetti della maxi indagine sul nero alle cave e al piano si fanno sentire.

Fresco di nomina si auto sospende da presidente dei Giovani imprenditori uno degli industriali iscritto al registro degli indagati, Nicola Fontanili.

Il suo ruolo sarà assunto, pro tempore, dalla vice, Alessandra Andrei.

Ma intanto, per quel che riguarda l’inchiesta non ci sono ancora gli annunciati sviluppi, quelli che dovrebbero fare tremare il mondo del lapideo. E proprio da Assindustria il direttore fa un appello alla distensione e alla fine della caccia alle streghe.

«La cosa sorprendente è che c’è un proliferare di espressioni, un linguaggio usato impropriamente - spiega Andrea Balestri - Si parla di “nero alle cave” ma il problema, stando a quanto emerso dall’indagine, riguarderebbe 9 aziende su 500 attive e non il mondo delle cave».

Il suo nome è stato iscritto sul registro degli indagati (in tutto nove) per l’operazione “nero alle cave e al piano” condotta dalla Procura della Repubblica coadiuvata dalla Guardia di Finanza.

E lui, l’imprenditore Nicola Fontanili, proprio nelle ultime ore si è autosospeso dalla carica di presidente dei giovani industriali. “Un atto non dovuto e di eleganza estrema”: commenta il direttore della Confindustria apuana Andrea Balestri.

E aggiunge: «Il codice etico della nostra associazione, che è poi quello generale di Assindustria, prevede che coloro che assumono incarichi si impegnano a dimettersi nel momento in cui pregiudicano il buon nome dell’associazione. Questo avviene dopo che uno è condannato, con tutti e tre i gradi di giudizio ed è solo allora che si riunisce il collegio dei probi viri.

Qui siamo di fronte a un caso del tutto differente, nessuna condanna, solo un imprenditore oggetto di indagine, con il massimo rispetto del lavoro della Procura».

«Quello di Fontanili - aggiunge Balestri - non era un atto dovuto e soprattutto non gli è stato imposto. È stato lui a decidere. Rimane l’amarezza e la preoccupazione per nun clima che non fa bene alla città».

Il direttore di Confindustria non si addentra nel merito dell’indagine ma una cosa si sente di dirla: «Credo che ci voglia rispetto per quegli imprenditori che fanno questo mestiere nel marmo e lavorano 12 ore al giorno. Se c’è qualcuno che non ha rispettato le regole non fa bene a nessuno, ma prima di tutto al settore - conclude - Ed è bene chiarire che il Comune, non ne avrebbe danno, o meglio solo per i mancati introiti Irpef. Insisto la città non ha bisogno di un clima così ostile».

Insomma un invito alla distensione quello che arriva dal direttore della Confindustria apuana.©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera