Il Tirreno

Villetta attaccata sette volte dai ladri

Villetta attaccata sette volte dai ladri

Rubati soldi, orologi e un I Pad poi localizzato in Albania. «Qui si viveva tranquilli, da un anno e mezzo abbiamo paura

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MASSA. Fino a qualche anno fa qui a Mirteto basso c’era chi, quando usciva di casa per andare a fare la spesa, lasciava le chiavi sulla porta di casa. Una classica “isola felice” dove tutti si conoscono, dove la cosiddetta microcriminalità – furti, scippi, danneggiamenti – era roba che si leggeva solo sui giornali.

Una zona segnata da altri problemi, è vero. Qui, tra i vigneti poco sopra via Montalbano, trovò la morte nell’autunno 2010, Aldo Manfredi, travolto da una frana di terra e fango. Qui, ad ogni pioggia insistente, c’è chi si fa il nome del padre (e anche nella villetta di cui vi andiamo a raccontare c’è un problema di sicurezza idraulica: una profonda buca nel giardino che è segno di qualche “tombatura”). Ma, almeno, non c’era allarme furti. Poi, qualcosa è cambiato. E oggi a Mirteto si respira un clima diverso, peggiore, di insicurezza.

La storia che racconta Angela, giovane barista in una notissima pasticceria di Carrara è emblematica. Racconta, la ragazza, di sette “attacchi” nel giro di un anno e mezzo all’abitazione di sua nonna Cesarina (dove abita): sette tentativi di furto di cui due, il primo e l’ultimo, andati a segno.

«Il primo colpo – racconta Angela – risale al gennaio del anno scorso. La casa, al tempo, era ancora sprovvista di allarmi: i ladri entrarono nella notte rovistarono dappertutto, se ne andarono con 1.300 euro in contanti circa e due Personal computer». Dopo l’infrazione, la denuncia ai carabinieri, la famiglia decide di installare un impianto antifurto. Che non scoraggia i ladri. «Da quel giorno – prosegue la giovane – hanno cercato di entrare in casa per ben altre cinque volte. In qualche caso è stato l’allarme a metterli in fuga, altre volte, probabilmente, qualcos’ altro è andato storto». L’ultima volta, però, la settima, i ladri riescono nei loro intenti. Nella notte del 14 di agosto eludono l’allarme, sfondano il persianino di una porta finestra e portano via circa 700 euro in contanti, una borsa e occhiali griffati e un I-Pad. Nuova denuncia, nuove paure. «Tutti gli episodi – racconta ancora Angela – sono avvenuti di notte, quando nella casa dormivano 4-5 persone. Non ci siamo mai svegliati, ma non voglio pensare a cosa sarebbe potuto succedere se ci fossimo trovati faccia a faccia con i malviventi».

I carabinieri stanno facendo indagini, tra gli elementi in loro possesso, quello fornito dalla stessa famiglia pluri-derubata: grazie a una applicazione dell’I-Phone hanno scoperto che l’I-Pad rubato si è collegato a Internet in Albania esattamente una settimana dopo il furto. Una traccia.

La famiglia, intanto, hanno steso sulla terrazza un lenzuolo con su scritto: “casa derubata 7 volte, ora non c’è più niente”. Chissà che non serva più dell’allarme che i ladri hanno imparato ad aggirare.

Ma la casa di nonna Angela non è la sola ad essere stata presa di mira dai ladri. Del resto, avvertono le forze dell’ordine, si tratta di una zona “ideale” per gli svaligiatori, di un territorio logisticamente difficile da controllare: case spesso isolate le une dalle altre, semi-indipendenti, con giardino od orto attorno, illuminazione ridotta, pochissima gente in giro .

«Sì, il clima è cambiato qui in via Montalbano – dice ancora Angela – c’è meno tranquillità, è aumentata la paura, si sente tensione... Il tutto da un anno e mezzo o poco più. E sono cambiate anche le abitudini di noi abitanti: evitiamo di rientrare a casa troppo tardi, ci blindiamo nelle nostre abitazioni, siamo tutti più sospettosi». E quello di lasciare le chiavi sull’uscio è ormai solo un ricordo.

Claudio Figaia

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