Il presidio
Centro aiuto alla vita, sono 140 le donne assistite in un anno
Iniziativa in città per far conoscere meglio le attività «A volte basta un aiuto anche piccolo per evitare un aborto»
CARRARA. Il Centro in Piazza: il Cav (Centro di aiuto alla vita) di Carrara incontra la città per chiedere sostegno e partecipazione alla lotta per la difesa della vita.
140 donne assistite nel corso degli ultimi dodici mesi attraverso due progetti di sostegno, psicologico ma anche e soprattutto economico, pensati per andare incontro a chi decide, nonostante le difficoltà, di portare avanti una gravidanza indesiderata.
Il bilancio 2012 del Centro di aiuto alla vita di Carrara conferma come la crisi economica in corso stia colpendo duramente tutte le fasce della popolazione: anche per questo il Cav ha deciso di scendere in piazza, per far conoscere la propria attività e coinvolgere la cittadinanza. Così ieri per tutta la giornata, piazza d’Armi si è riempita di bancarelle e iniziative, per sensibilizzare i carraresi e coinvolgerli nella battaglia in difesa della vita, che – ai giorni nostri – è anche e soprattutto una battaglia economica.
Sì perché la maggior parte delle donne che si rivolge al Cav lo fa per timore di non poter affrontare, dal punto di vista materiale, la maternità: per loro il Centro di aiuto alla vita ha messo a punto due risposte diverse e distinte. «C’è il progetto Gemma, per la raccolta di fondi da destinare alle donne in difficoltà situate in varie città italiane, in un sistema di adozione a distanza per madre e figlio, e poi c’è il progetto Girasole, rivolto alle mamme del territorio, a cui viene riconosciuto un contributo di 160 euro per due anni, oltre agli alimenti e agli indumenti per i bambini» racconta Pierluigi Ribolini, presidente Cav Carrara.
E anche se la maggior parte delle “utenti” che si rivolge al Cav resta di origini straniere, si moltiplicano i casi delle italiane, le quali arrivano in via VII luglio con storie particolarmente difficili.
«Ricordo una donna, che aveva già interrotto una gravidanza, e che si rivolse a noi nella speranza di non dover ripetere quell’esperienza» racconta Ada Del Fiandra, volontaria del Cav. «Aveva trovato uno dei nostri depliant in giro: l’abbiamo inserita nel progetto Girasole, spiegandole che per due anni le avremmo garantito cibo e abiti per il neonato e un contributo di 160 euro. Ricordo di averle detto “Lo so non è molto” e che lei mi rispose, “Ma come non è molto, sa quante bollette ci pago con quei soldi?”. Dopo ha continuato a venire da noi, impegnandosi in prima persona per la difesa della vita». La sede del Centro di Aiuto alla Vita si trova in via VII Luglio a Carrara, nello stabile degli ex Gesuiti. Per informazioni potete rivolgervi al numero 0585 70877. (c.ch.)
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