Il Tirreno

«Ci siamo anche noi» I residenti provano ad organizzarsi

di Alessio Profetti
«Ci siamo anche noi» I residenti provano ad organizzarsi

Prima riunione del nascente comitato del centro storico «Un confronto aperto con il Comune e i commercianti»

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. «La Ztl deve essere valida per tutti o per nessuno. Ma con criteri intelligenti e di supporto a chi ci vive, ai residenti». Questo è il messaggio che i residenti del centro storico hanno lanciato all'interno della prima, e preparatoria, riunione per la costituzione di un'associazione - o magari un comitato - che possa coordinare i malumori degli abitanti in un rapporto aperto con l'amministrazione comunale. Una voce comune per affrontare problematiche comuni. Così dopo i commercianti, i quali hanno già avviato la creazione di un nuovo consorzio per migliorare la rappresentanza delle attività con l'amministrazione e la gestione interna, ecco che la voglia di "fare numero" coinvolge anche le famiglie del centro, le prime ad essere interessate dal nuovo "piano urbanistico" introdotto con la zona a traffico limitato, decise a dotarsi di uno strumento che permetta loro una discussione sulla vivibilità del centro.

«Di fronte alla dipartita dei quartieri - afferma Marco Betti del coordinamento dei residenti - non c'è stato più nessun livello di mediazione tra l'amministrazione comunale e i residenti delle varie aree della città. Credo quindi che sia necessario ritrovare una forma di dialogo e di ascolto con quelli che sono i problemi e gli interessi della comunità».

I problemi maggiori? Traffico e parcheggio sembrano essere i punti critici della ztl, ma anche le problematiche di maggiore attrito tra residenti: c'è chi vuole una pedonalizzazione totale e chi invece, per necessità familiari, ha bisogno di un appoggio vicino casa per non rendere la vita uno stress quotidiano. C'è poi il problema del rispetto dei regolamenti. «E’ necessario valutare il caso degli invalidi nel centro città - afferma il Dott. Roberto Teani - e cioè verificare e intercettare le situazioni clamorose di abuso».

Ma accanto alle problematiche quotidiane, la creazione di un'associazione potrebbe determinare scenari di confronto più ampi, essere cioè la base per un percorso che possa valorizzazione il centro storico partendo proprio da chi il centro lo vive tutti i giorni. «Il centro storico - spiega Adriano Tongiani - è stato costruito quando le macchine non esistevano, è stato quindi pensato per andare a piedi. Ciò che è necessario, è riscoprire una residenzialità come rapporto tra i cittadini e centro, capire e riscoprire gli spazi in cui si vive quotidianamente».

Quindi, capire i problemi, discuterne, ma soprattutto arrivare a risolverli in un'ottica di equilibrio tra necessità quotidiane e rispetto della dimensione storica e culturale della città. Un percorso non facile perchè si tratta di coordinare tante piccole voci, portatrici di esigenze e visioni diverse della vita, per poi riuscire sommarle in un'articolata discussione che riesca, infine, a mettere in luce la complessa e generale condizione dei residenti. Una difficoltà che non si riscontra tanto nel dialogo con l'amministrazione, sempre ben disposta ad un confronto con la cittadinanza, quanto nel difficoltoso rapporto con le attività del centro. Dopo traffico e parcheggi ecco infatti che la musica - per molti il rumore - causato da eventi, manifestazioni o semplicemente da turisti e clienti delle attività commerciali del centro, occupa un posto centrale nella lista delle priorità da risolvere. Questo perchè il divertimento di alcuni diventa un insopportabile fastidio per altri. Ma su questo aspetto l'associazione - o il comitato - sembra favorevole ad un confronto aperto. Anche perchè sono molti i residenti che possiedono un attività in centro e i commercianti interessati ad un dialogo sereno, e che ieri erano presenti all'incontro.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera