Il presidio
È massese l’ambasciatore italiano nel paese degli Zar
Cesare Ragaglini, classe 1953, ha alle spalle trent’anni di carriera diplomatica Il fratello Maurizio: «È legatissimo alla città, soltanto qui si rilassa davvero»
MASSA. Il suo nome e il suo corsus honorum sono un vanto per Massa. Cesare Ragaglini è nato all’ombra delle Apuane e qui torna spesso. Per la famiglia, per gli amici, per il mare. Da ieri è a Mosca per uno degli incarichi - in questo momento come mai, vista la delicata situazione in Siria - più importanti negli equilibri di politica estera. Il Consiglio dei Ministri lo ha nominato ambasciatore nel paese degli Zar. Una soddisfazione per la sua famiglia, motivo di orgoglio per il fratello Maurizio, titolare e gestore del bagno Mauro: «Cesare è stato qui nel weekend - racconta - è andato via domenica. L’ho sentito dieci minuti fa (leggi: ieri pomeriggio), mi ha chiamato per sapere se nostra madre sta bene e per informarmi che era atterrato a Mosca e va tutto bene».
A Massa Cesare Ragaglini - parola di suo fratello - è molto legato: «Questa città è il luogo in cui può rilassarsi. Qui incontra i suoi amici più intimi, tre, quattro persone con cui si ritrova e trascorre tempo. Credo che torni a Natale. Questi giorni per lui, a Mosca, saranno molto impegnativi». E impegnativo sarà l’incarico. Ma a Cesare Ragaglini non mancano certo curriculum ed esperienza.
Nato a Massa, classe 1953, due figli, si è laureato in Relazioni Internazionali a Bruxelles nel 1975 e in Scienze Politiche, con indirizzo internazionale, a Firenze nel 1976. È stato sottotenente nell’Arma dei Carabinieri nel 1979. Dall’ottobre 2009 ha svolto l’incarico di rappresentante permanente dell’Italia presso le Nazioni Unite. In oltre trent’anni di carriera diplomatica, ha lavorato in diverse sedi, tra cui Teheran, Ottawa, New Delhi e Baghdad. È stato capo della delegazione diplomatica speciale in Iraq dal 1996 al 1999, ha tutelato gli interessi dell’Italia e sostenuto l’impegno politico e umanitario delle Nazioni Unite in un momento critico della vita del paese mediorientale. Ruoli, importanti, anche a Roma: da vice-consigliere diplomatico al Primo Ministro dal 1999 al 2002 e da Capo di Gabinetto del Ministro degli Esteri dal 2002 al 2004, ha contribuito all’elaborazione della politica estera italiana all’indomani degli attacchi terroristici dell’11 settembre.
Ha ricoperto, quindi, l’incarico di Rappresentante Personale del Primo Ministro per i Vertici del G8 a Gleneagles (2005) e a San Pietroburgo (2006). Nel 2005 ha ricevuto il difficile, ma prestigioso incarico di presiedere, da parte italiana, la commissione mista Italia -Stati Uniti per accertare i fatti che hanno causato la morte di Nicola Calipari, l’agente del Sismi, a Bagdad per liberare la giornalista Giuliana Sgrena.
Dal 2006 al 2009, Ragaglini è stato direttore generale per il Mediterraneo e il Medio Oriente alla Farnesina, gestendo, tra l’altro, l'impegno italiano nell’operazione di peace-keeping Onu in Libano.
Come rappresentante permanente all’Onu, ha rappresentato l’Italia in varie Conferenze Internazionali delle Nazioni Unite e ha diretto i negoziati multilaterali per la creazione del Forum Politico di Alto Livello sullo Sviluppo Sostenibile, che terrà la sua sessione inaugurale il 24 settembre.
Nel 2010 a lui, insieme al prefetto Gabrielli, è stato assegnato, a Montignoso, il premio Sforza. E quest’anno a Ragaglini è stata conferita dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano l’onorificenza di “Cavaliere di Gran Croce” dell’Ordine al Merito della Repubblica. (C.S.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
