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Piscina, il sindaco dà l’ultimatum

Piscina, il sindaco dà l’ultimatum

Volpi avvisa la Butterfly: piano di investimenti non rispettato Palestra, fitness e negozi erano previsti entro marzo 2014

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MASSA. «La piscina comunale non può essere motivo di tensione. È un bene pubblico, deve rimanere aperta, deve essere fruibile da tutti i cittadini, deve venire incontro alla cittadinanza, agli sportivi, ai giovani, alla nostra società in generale». Con queste parole il sindaco di Massa Alessandro Volpi parla della piscina comunale, che però di tensioni in questi ultimi mesi ne sta creando non poche. Il caso è spinoso e riguarda numerosi atti, tra cui il progetto con cui la Butterfly ha vinto la gara d'appalto, la convenzione stipulata con il comune, un successivo contratto di gestione e, al momento, anche alcune perizie legali e note di avvocati, finite sulla scrivania del sindaco, perché non è detto non si intraprendano vie legali anche con l'amministrazione, oltre che con le società sportive.

Il punto è questo: la Butterfly vinse la gare d'appalto per la gestione della piscina comunale anche grazie ad una offerta che prevedeva lavori di miglioramento dell'impianto per 1,2 milioni di euro e che si impegnava a terminare entro marzo 2014. Lavori per rimettere a nuovo la piscina comunale, che prevedevano una nuova palestra, un centro fitness, un gruppo di negozi e punti ristoro. A oggi, però, di quel genere di lavori non si è vista neanche l'ombra: di cantieri in piscina se ne sono aperti a decine, in realtà, ma non hanno riguardato specificatamene quel progetto che avrebbe dovuto rappresentare il valore aggiunto della gestione Butterfly. Per questo motivo gli uffici comunali del settore, qualche settimana fa, hanno scritto una lettera alla Butterfly, nella quale chiedevano si fare il punto della situazione sui lavori da appaltare, sulle tempistiche, sui soldi spesi per la piscina comunale e sul futuro della sua gestione. La Butterfly ha immediatamente risposto dichiarando che avrebbero chiesto una "variante" al progetto preliminare, per appaltare o per concludere lavori differenti da quelli previsti, visto che alcuni agenti esterni, come le alluvioni degli ultimi anni, avevano reso indispensabili altri tipi di interventi.

Gli uffici tecnici del Comune stanno analizzando riga per riga questa richiesta di "variante" e l'atto è ancora fermo. Pare però che qualcosa non torni, sia nella presentazione formale dell'atto, sia per gli effetti che potrebbe avere sull'intera convenzione con il comune. Se la Butterfly aveva promesso lavori per 1,2 milioni di euro, descrivendoli come migliorativi dell'impianto e non li porterà a termine, può venir meno la convenzione con il Comune? Può la seconda arrivata in gara richiedere lei la gestione della piscina, visto che aveva perso proprio perché le mancavano gli appalti da 1,2 milioni di euro?. Alla richiesta di variante, ci dicono gli uffici, la Butterfly ha allegato anche una perizia legale, nella quale in pratica verrebbe spiegato che i nuovi lavori non inficiano per nulla l'esito della gara, perché essendo sempre migliorativi dell'impianto in questione, possono essere sostituiti a quelli previsti da capitolato.

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