«Salviamo l’identità e la storia di due paesi»
Associazioni e comitati di Bagnone e Villafranca spiegano perchè sono contrarie alla fusione
VILLAFRANCA. La data del 6 e 7 ottobre rappresenta la dead line definitiva entro la quale i cittadini di Villafranca e Bagnone dovranno decidere quale esito avrà un referendum importantissimo che sancirà, o no, il “matrimonio” tra i due Comuni. Un argomento caldo, mano a mano che ci si avvicina alla scadenza, diventa sempre più al centro dei dibattiti, sia da parte delle forze politiche che dagli stessi cittadini. Le posizioni, data la prossimità temporale, diventano sempre più nette e definite.
Partiamo da Bagnone in cui la negazione di questo processo evolutivo amministrativo ha preso corpo nel comitato “Salviamo Bagnone” che raccoglie la volontà della parte di cittadinanza che si oppone alla fusione. Le motivazione le spiega Maurizio Simonini che ha fondato il comitato: «Lo abbiamo costituito per dare voce ai bagnonesi che sono contrari a porre la parola fine alla storia secolare del nostro paese. Diciamo no, ma non per banale campanilismo, ma per riaffermare quel legame profondo con il territorio, le nostre tradizioni, la nostra cultura e il nostro dialetto. Sappiamo che la crisi attuale impone alle strutture pubbliche una “cura dimagrante”: non abbiamo alternative ad accettare la riforma regionale del 2011 che consente di gestire, insieme all’intera vallata lunigianese i principali servizi pubblici, ma questo processo non mette in discussione la l’esistenza autonoma di Bagnone come Comune. Vogliamo continuare a esistere con la nostra dignità e con una identità comunale autonoma. Serve una democrazia effettiva che dia veramente peso alle opinioni delle persone. Se si facesse anche solo per motivi economici bisogna ricordare che nell’articolo 64 della legge regionale si dice che i fondi potrebbero anche diminuire, visto che provengono direttamente dal bilancio Regionale. L’allargamento amministrativo porta anche un allontanamento dalla popolazione, abituata a un rapporto diretto con gli amministratori».
Se a Bagnone il no è netto, a Villafranca si contesta il metodo che è stato usato per spiegare questa svolta ai cittadini. «Non ci si può presentare davanti alla popolazione - spiega Loris Bernardi di Villafranca Libera - balbettando argomentazioni confuse e dimostrando scarsa preparazione sull'argomento. Capisco dunque la titubanza, soprattutto dei bagnonesi, nell'acconsentire a questo nuovo progetto istituzionale, se nemmeno le persone preposte a gestire le procedure sanno spiegarle. Queste mie considerazioni nascono dal fatto che non si è sentita, a un mese dal voto, una sola idea dal punto di vista progettuale e organizzativo per invogliare i cittadini a sposare questo nuovo soggetto, ma anzi si è continuato a ribadire l’importanza di un ente inutile come l’Unione dei Comuni. Come Villafranca Libera ,unica opposizione villafranchese presente l'altra sera, vogliamo informare i cittadini che in caso di avvenuta fusione presenteremo un dettagliato programma di governo del territorio per garantire un'adeguata crescita economica, culturale, sociale della valle del Bagnone, anche e soprattutto alla luce degli ingenti finanziamenti che la fusione comporta».(c.bo.)
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