«La mia marcia contro la bestemmia? Dava fastidio a qualcuno»
Don Beppino Cò: ho lasciato le parrocchie di Zeri per tanti motivi...
MASSA-CARRARA. Dopo le dimissioni da parroco di Zeri, don Beppico Cò non organizza più la “Marcia contro la bestemmia”, iniziativa che per dieci anni ha visto la partecipazione di centinaia di persone nelle valli dello Zerasco, in Lunigiana. Ma adesso predica in molte parti d’Italia, partendo dalla base di Sarzana (dove ha sede il suo gruppo “Roveto Ardente”) e in più, ogni venerdì celebra al Santuario dei Quercioli di Massa, a partire dalle 20,30, e tutti i martedì alla chiesa della Santissima Annunziata di Pontremoli (dalle 21), richiamando sempre tantissima gente. Don Beppino Cò esercita il ministero dell’ascolto, della liberazione e della guarigione nel Rinnovamento Carismatico Cattolico. Ha collaborato con padre Emiliano Tardif. In passato è stato anche missionario per 4 anni nel Laos e per 23 anni in Senegal. Confida adesso: «Ho lasciato le parrocchie di Zeri nell’ottobre 2012, avendo dato le dimissioni per tanti motivi che non sto qui ad elencare. In dieci anni di presenza in quelle valli, ho organizzato dieci marce contro la bestemmia, andando spesso controcorrente perché non tutti, qualche prete compreso, erano d’accordo con questa iniziativa. So che queste marce hanno dato fastidio a qualcuno perché vanno un po’ controcorrente (penso che io sia stato l’unico prete in Italia che le ha organizzate) e non fanno parte del politically correct». Nelle sue celebrazioni e anche nei suoi libri, insiste molto su “liberazione da possessioni, ossessioni, malefici, maledizioni”: «La possessione è rara e qui ci vuole l’esorcismo che io faccio con il permesso del mio vescovo soltanto per due persone. Le ossessioni, i malefici e le maledizioni sono molto più frequenti di quello che si pensa. Ogni maledizione che viene lanciata contro qualcuno spesso raggiunge l’obiettivo, però, prima o poi la maledizione si ritorce contro colui che l’ha lanciata (ho varie testimonianze!) e sono grossi guai. Tra l’altro si legge nella Bibbia che “colui che fa il male accumula carboni ardenti sulla sua testa” e io penso che questo non sia molto simpatico! Una maledizione lanciata, coscienti di quello che si fa, può avere un effetto disastroso. Uno dei casi più gravi con effetto immediato è stata la maledizione lanciata da un padre che non voleva che la figlia si sposasse con tizio. Accompagnando la figlia in chiesa, molto arrabbiato le sussurrò all’orecchio: “Sia maledetto questo dannato matrimonio”. Terminata la festa, quella ragazza ebbe un infarto e non riuscì neppure a sperimentare la sua notte di miele!».
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