Il “caso” adesso diventa politico e va in Regione
MONTIGNOSO. La partita della foce diretta in mare, tutta nel comune di Massa, che "distruggerebbe" economicamente quattro stabilimenti balneari e una attività di ristoro, adesso si giocherà tutta in...
MONTIGNOSO. La partita della foce diretta in mare, tutta nel comune di Massa, che "distruggerebbe" economicamente quattro stabilimenti balneari e una attività di ristoro, adesso si giocherà tutta in Regione, dove si attende la Via (valutazione di impatto ambientale) per il progetto Settesoldi, a seguito delle osservazioni presentate da Italia Nostra, privati cittadini e Comune di Massa. Secondo il vicesindaco, assessore all'ambiente di Massa Uilian Berti, i tecnici della Regione avrebbero concordato con le osservazioni presentate dal comune di Massa e dunque il caso sarebbe tutt'altro che chiuso, anche se il progetto Settesoldi pareva essere il più caldeggiato sia dalla Regione, che da Provincia e comune di Montignoso.
Eppure, ricorda l’ingegner Fernando Della Pina, gli accordi tra enti erano altri: «Nel 2010 – si legge nelle osservazioni presentate – dopo un evento calamitoso, la Regione finanziò con 300 mila euro un progetto di sistemazione dell'attraversamento fosso Fescione su via Intercomunale, redatto da Cesare Tinelli e che prevedeva una serie di interventi, poi modificati su indicazione della Provincia, che furono realizzati e che, se oggi si portasse la foce diretta in mare sul tratto di spiaggia Poveromo, non sarebbero serviti a nulla». Inoltre, sempre secondo gli atti, il comune di Massa, ultimo l’ex sindaco Roberto Pucci, fu sempre molto chiaro sulla questione foce: , in una delle ultime Conferenze dei servizi, prima dello sbucare del progetto Settesoldi, fu concordato che «qualunque progettazione fosse stata eseguita, dovesse tenere conto della Buca degli Sforza e che l'eventuale sbocco al mare dovesse avvenire solo come scolmatore, quindi mai a foce diretta». Insomma, politicamente, almeno, qualcosa è cambiato.
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