Il Tirreno

Un lavoro da grandi, con i bimbi

Un lavoro da grandi, con i bimbi

Valentina, sorella di Nicola: con 2 amiche ha aperto un nido privato di successo

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CARRARA. Proprio come il fratello Nicola. Stessa grinta, stessa stoffa e stessa sfida alla crisi. Rimanendo a Carrara, con tanto di posto di lavoro.

Questa è la storia di Valentina e altre due amiche. Tre ragazze laureate e disoccupate. Che hanno deciso di inventarsi la loro professione, mettendo a frutto l’esperienza e l’amore per i bambini: e così si sono inventate un nido domiciliare, privato che funziona a gonfie vele.

È questa la scommessa (vinta) da Valentina Gronchi, 34 anni, Katia Paciullo, 40, e Annalisa Speroni, 36.

Otto anni fa hanno deciso di crearselo da sole il posto fisso tanto agognato e dopo aver cercato una sede idonea In viale XX Settembre a Marina) hanno iniziato le pratiche per aprire un nido domiciliare.

Così è nata la cooperativa sociale “L’isola che non c’è” che, nel frattempo con il cambio della normativa sui nidi domiciliari ha cambiato nome, l’”isola” è rimasta ma ora si chiama “Centro giochi nido di famiglia».

E nel corso degli anni la struttura si è consolidata: ora ospita 18 bambini, dai 6 fino ai 36 mesi.

E anche la fama si è consolidata, grazie anche ai servizi e alla bravura delle educatrici: tanto da farne un punto di riferimento importante per tante mamme che lavorano.

«Il nostro nido è aperto anche nel mese di agosto e, durante le feste di Natale, le nostre vacanze sono molto più corte - spiega Valentina Gronchi - A seconda della richiesta rimaniamo aperte anche oltre le 16 e il sabato mattina proponiamo servizio baby sitter».

Non solo, i bambini hanno la possibilità di imparare l’inglese giocando grazie alla collaborazione dell’”Isola che non c’è” con la scuola internazionale Hellen Boran, leader in questa disciplina che coinvolge i più piccoli nell’apprendimento della lingua straniera.

«L’idea - racconta ora Valentina, proprio alla vigilia della nuova stagione del nido domiciliare che da lunedì prossimo riapre i battenti completamente ristrutturato - era quella di mettere la nostra esperienza a servizio dei bambini e di offrire qualcosa di diverso, a quei genitori che lavorano».

«Ci siamo guardate in giro e abbiamo cercato qualcosa che nella nostra città non esisteva ancora - continua Valentina - Poi ci abbiamo messo la nostra esperienza, i nostri studi e abbiamo creato l’Isola che non c’è. Un nome che racchiude tutta la nostra filosofia: offrire servizi di cui le mamme sentivano un gran bisogno. Ma anche un sistema educativo di prim’ordine tutto incentrato sul bambino».

E così, piano piano, il nido domiciliare di Valentina, Annalisa e Katia si è fatto conoscere anche grazie alla bravura dell’educatrice Alice Cioncolini e a uno staff unito e motivatissimo.

Grazie al passaparola Valentina e le amiche hanno creato una struttura efficiente e, si sono costruire, da sole il loro posto di lavoro. Con entusiasmo, grinta, sacrifici e tanto amore per i bambini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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