Il Tirreno

Appello dal Centrafrica: salvate la nostra missione

Appello dal Centrafrica: salvate la nostra missione

Cinque suore la cui casa madre è a Pontremoli si rivolgono al vescovo Santucci i disordini per il colpo di stato rischiano di distruggere scuola e centro sanitario

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FILATTIERA. La Diocesi di Massa-Carrara e Pontremoli e il Comune di Filattiera si fanno portavoce della richiesta di aiuto che arriva dal vescovo Gianni dalla Repubblica Centroafricana, nella quale la Diocesi è presente con suore e religiosi provenienti dal territorio apuo-lunigianese.

A Wantiguera, piccolo villaggio distante 7 chilometri dalla città di Bouar, cinque suore della Congregazione del Lieto messaggio, la cui casa madre è a Pontremoli, reggono la parrocchia dedicata a Maria Madre del Buon consiglio, mettendosi a servizio degli abitanti, più di 2500 persone, del villaggio e non solo.

Nel villaggio esistono la scuola elementare “Guido Musetti” (i bambini che la frequentano sono circa 250), la scuola materna con oltre 50 bambini e il Centro sanitario “San Francesco Fogolla” che ogni anno visita circa 3mila persone: siccome il centro funziona molto bene, i malati arrivano anche da Bouar e dai villaggi vicini.

Il Comune di Filattiera è legato all’opera dei missionari svolto nella Diocesi di Bouar dove ha svolto il proprio servizio per molti anni un suo concittadino: padre Bruno Biagi. La comunità di Filattiera, negli anni ha sostenuto e continua a sostenere sia economicamente sia con l’opera di volontari l’opera dei missionari.

Nei mesi scorsi è giunta la richiesta di aiuto da parte del vescovo Gianni, una lettera con cui si chiede di sensibilizzare l’opinione pubblica occidentale e informare sulla situazione critica della Repubblica Centroafricana.

Il vescovo Gianni scrive: «La nazione centrafricana dal 24 marzo scorso è alle prese con l’ennesimo colpo di stato, l’ultimo c’è stato nel 2003, sempre nel mese di marzo. Nella sua storia questa nazione dell’Africa, cosa comune, ahimè, a tante altre nazioni africane, di colpi di stato ne ha vissuti tanti ma questo, a detta dei missionari che abitano laggiù, sembra il peggiore di tutti. È forte la preoccupazione che questa gente, già costretta a vivere con niente, sia privata anche del poco che possiede; è grande il rischio che i ribelli (mercenari stranieri) in breve distruggano tutto quanto è stato costruito e realizzato. Da noi, su tv, giornali, radio, ecc., niente viene detto di tutto quanto sta accadendo. Non sappiamo nulla delle difficoltà vissute dai missionari e, soprattutto dalla povera gente che con tanta fatica, dopo il “golpe” del 2003, stava riacquistando fiducia e serenità; che confidava in un tempo di pace per provare a costruire una possibilità di futuro per sé e per i propri figli. Ora tutto è nuovamente crollato. La paura regna, i ribelli che hanno dato corso al nuovo colpo di stato imperversano usando violenza a destra e a sinistra. Rubano, stuprano...fanno quello che gli pare e restano impuniti. La richiesta di aiuto che rivolgiamo alla Regione Toscana è quella di informare l’opinione pubblica con i mezzi che ritiene più opportuni e di attivare canali diplomatici presso il ministero degli esteri per rispondere alla richiesta di aiuto che arriva dalle missioni nella Repubblica Centoafricana».

L’appello è firmato dal vescovo della Diocesi di Massa-Carrara Pontremoli, mons. Giovanni Santucci e dal sindaco di Filattiera, Lino Mori.(f.p.)

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