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Alluvione, partono le denunce contro Comune ed enti
Le prepara il comitato: «Non sono state rimosse le tombature abusive. Abbiamo paura per l’inverno»
MASSA. La mattina del 13 agosto scorso, una delegazione del Comitato alluvionati di Bondano, Ricortola e Partaccia ha avuto un colloquio con il sindaco Alessandro Volpi, alla presenza dei tecnici del comune e dei dirigenti. Tema del giorno: l'ennesima, mancata esecuzione di opere, da anni annunciate e mai avviate, per la messa in sicurezza del tratto di litorale che va da Bondano sino ai confini con il comune di Carrara. Gli animi hanno fatto presto a scaldarsi, qualcuno dei partecipanti è uscito sbattendo la porta, il presidente Ivo Zaccagna decide di gettare acqua sul fuoco, ringraziando, comunque e sempre l'amministrazione che, se non altro, li riceve e li ascolta, ma la verità è che la bella stagione sta per terminare e la preoccupazione sale per le prime ondate di maltempo che non tarderanno ad arrivare.
«Purtroppo- dichiara Ivo Zaccagna- nonostante si veda la luce per alcune delle difficoltà affrontate dalla nostra gente, abbiamo paura di nuove alluvioni e nuovi danni, perché il territorio, in due anni, non è stato messo in sicurezza e questo è un dato di fatto". Si capiscono, dunque, le esasperazioni dei cittadini, che tornano a chiedere all'amministrazione di Massa sicurezze per il futuro. Il comune risponde che a breve partirà il bando per i lavori di fognature bianche, da costruire ex novo, che costeranno 100 mila euro, ma intanto a settembre verrà depositata la prima denuncia che il comitato ha formalmente scritto, attraverso un pool di avvocati, contro le istituzioni locali, perché, come dice il presidente Zaccagna "non è possibile, né giusto, dare solo la colpa al Padreterno. Qualche responsabilità politica qualcuno la deve avere».
La denuncia verrà depositata in Procura contro Comune, Unione dei Comuni e Provincia, corredata di dati, foto, perizie e documenti. I componenti del Comitato, c'è scritto in una nota inviata alla nostra redazione, hanno ricordato che «da anni vengono emessi annunci e proclami contro gli abusi edilizi e in particolare contro le famigerate tombature abusive e richieste per l'intensificazione delle opere idrauliche e per la pulizia degli alvei, senza che nel frattempo nulla sia stato realizzato, a parte il ponte di via delle Pinete che, come opera isolata, non potrà certo risultare determinante nel mitigare il gravissimo rischio idraulico dell'intera area».
Il Comitato ha anche rammentato che "vi sono studi mirati agli atti del comune, studi commissionati dal comune stesso, come ad esempio il progetto di fattibilità della rete idrografica dei canali di costa realizzato dagli Ingegneri Milani, Della Pina e Tonarelli, nei quali si ha piena conferma dell'elevatissimo livello di rischio in tutta la zona. Tuttavia, il monito lanciato dai cittadini e confermato da questi studi continua ad essere ignorato". E si torna a parlare, nello specifico, delle due ordinanze sindacali, emesse nel 2010 e nel 2012 dall'ex Sindaco Roberto Pucci, in cui si intimava ai cittadini di demolire a proprie spese le opere abusive realizzate lungo i corsi d'acqua, ma mai eseguite: «Ad esempio- scrive il comitato- le tombature presenti il località Partaccia lungo via Bertola risultano edificate da anni proprio dal comune di Massa o quantomeno su suo incarico, tant'è che la Provincia ha diffidato a suo tempo il comune stesso dal demolirle. Ma sono ancora lì». Insomma, più in generale, è parere unanime che nessuna significativa miglioria sia stata sino ad oggi realizzata sull'assetto idraulico del Ricortola e dei canali Calatella a mare, Bozzone e Calatella, lungo i quali la situazione è pressoché identica a quella di 5 anni fa, quando si verificarono le prime alluvioni nelle case e nelle aziende della zona.
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