Il Tirreno

Scaffalatori notturni al Carrefour, la Cgil vuole vederci chiaro

Il Gruppo è soddisfatto dei risultati dell’esternalizzazione e potrebbe rinnovare il contratto con la Elpe di Torino

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MASSA. Carrefour potrebbe rinnovare il contratto con Elpe, la società di Torino a cui il gruppo francese ha esternalizzato il servizio notturno di riempimento e riordino degli scaffali. È quanto emerge dopo un incontro – che era in programma per tirare le fila sull’andamento dell’appalto ai piemontesi – e che si è svolto ieri tra Cgil, Cisl, Uil e i dirigenti locali del supermercato affiancati dai responsabili del personale di Carrefour. Per sciogliere la riserva su di una scelta, l’esternalizzazione, non condivisa da quando il marchio della Grande distribuzione organizzata (Gdo) cominciò ad accarezzare l’idea, ai sindacati non basta sapere che la proprietà è soddisfatta del risultato ottenuto (scaffali pieni e perfettamente in ordine all’apertura mattiniera del punto vendita). Carrefour ritiene «di offrire così un ottimo servizio al cliente – riporta Stefano Nicoli di Cgil Filcams – Noi invece abbiamo chiesto chiarimenti sia legati alla retribuzione che alle condizioni di lavoro degli addetti alla scaffalatura notturna. Si sono presi una settimana di tempo per valutare le nostre richieste».

Si dovrà attendere anche per avere la certezza se Carrefour rinnoverà il contratto con Elpe, a cui il brand della Gdo ha ceduto il compito sia del reclutamento che dell’assunzione degli addetti. Il tempo per eventuali correttivi c’è: il contratto con il gruppo torinese scade il 15 settembre.

Intanto, stando alle notizie in possesso dei sindacati, Elpe non avrebbe sospeso i colloqui di selezione. In forza al momento ci sarebbero una trentina di lavorato. E il ricambio sarebbe continuo: «Considerato che si lavora la notte e per paghe molto basse – valuta Nicoli – chi trova di meglio se ne va». Come precisato da Elpe, gli addetti alla scaffalatura notturna sono retribuiti con 6,50 euro lorde l’ora (stiamo parlando di un 1° livello assunto con contratto di somministrazione a tempo determinato) a cui deve essere aggiunta una maggiorazione del 30% in quanto lavoro notturno; la retribuzione netta varia tra 5,50 e 6 euro orarie a seconda delle detrazioni fiscali spettanti al lavoratore. «Siamo consapevoli – aggiunge Nicoli – che nel commercio non ci sono vincoli legati alla terzializzazione di un servizio da parte di un’azienda, e che quest’ultima è libera di applicare un contratto (Multiservizi firmato da Confapi è quello in questione, ndr) se lo ritiene adeguato a una certa mansione». Il punto è un altro: Carrefour ha alle spalle un percorso costellato di ricorso a cassa integrazione e contratti di solidarietà: «Non si può metter “in cassa” da una parte e dare lavoro esterno dall’altra – stigmatizza Nicoli – Se non avessero utilizzato i contratti di solidarietà sarebbe un’altra storia. È una situazione anomala che deve essere chiarita».

Giovanna Mezzana

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