Meteo
Morte in corsia, 4 richieste di indennizzo
Dopo i casi di Grosseto e Viareggio, i primi dati sui “sinistri” per diagnosi e interventi errati in provincia
MASSA. Trasfusioni killer, decessi sospetti: a leggere le cronache di questi giorni sembra che la sanità toscana sia un qualcosa da cui tenersi lontani. I casi di Grosseto, Orbetello, Viareggio stanno accendendo più di un campanello d’allarme. Il sistema sanitario regionale, considerato fra i migliori d’Italia si trova dunque nel mirino e Gian Luca Lazzeri, consigliere regionale di “Più Toscana” ci mette nel suo sostenendo che “gli errori nelle trasfusioni non sono l’unica falla nella sanità territoriale: dal 2011 al 2012 ci sono state in Toscana 183 richieste di danni per decessi; quelle per interventi, diagnosi, terapie ritenute errate dai famigliari sono state 63. Il totale delle cifre chieste alla Regione Toscana a titolo di risarcimento supera i 50 milioni di euro».
Ma qual è la situazione nell’Asl di Massa? Secondo i dati forniti dal Comitato regionale per la valutazione dei sinistri, l'organismo costituito dalla Regione per esaminare le richieste danni più importanti, di solito quelle superiori ai 100.000 euro, negli ospedali apuani nei due anni presi in esame ci sono state quattro richieste di indennizzo per decesso. Due di esse per diagnosi errata (i medici, cioè, non avrebbero individuato in modo adeguato la patologia e, quindi, non adottato le terapie necessarie); una per morte derivata da infezione; una per un intervento chirurgico effettuato in ritardo. Dati statisticamente in linea con le altre Asl: anche a Grosseto, ad esempio (comparabile per numero utenti a Massa Carrara) ci sono state 4 richieste di indennizzo per decesso (esclusi gli episodi di questi giorni).
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
