Il Tirreno

il caso nomine, critiche bipartisan

I civatiani: così non va La Bienaimè: e le donne?

CARRARA. Critiche trasversali alle nominenelle partecipate. Il coordinamento Provinciale Massa-Carrara per Civati del Pd - in una nota del coordinatore provinciale Marco Fiaschi - chiede conto «all'Am...

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Critiche trasversali alle nominenelle partecipate. Il coordinamento Provinciale Massa-Carrara per Civati del Pd - in una nota del coordinatore provinciale Marco Fiaschi - chiede conto «all'Amministrazione comunale, ma anche alla attuale dirigenza del Pd di Massa-Carrara, riguardo le nomine nelle aziende partecipate che si stanno effettuando. Si ritiene che la trasparenza del metodo per queste scelte sia fondamentale in un momento di grave crisi delle stesse, con bilanci spesso in grave perdita a danno dell'intera comunità. Fondamentale, perché non si riduca la cosa al solito giro di giostra sistematico di nomine di partiti, riteniamo essere la pubblicazione dei curricula dei candidati e la creazione di una apposita commissione che ne valuti, quindi, le adeguate competenze motivando le scelte. “Le cose cambiano cambiandole” è la nostra linea guida. Iniziamo ad agire con logica di trasparenza, merito e legalità, conclude il coordinatore provinciale Marco Fiaschi.

Per contestare il metodo delle nomine era già uscito pubblicamente Giuseppe Scattina di Fds, che ieri ha ribadito le sue critiche su Facebook : «Dobbiamo indignarci tutti insieme contro queste nomime che vengono effettuate senza trasparenza», ribadisce il consigliere di maggioranza.

Dall’opposizione, è Claudia Bienaimè di Carrara Bene Comune a lamentarsi, sottolineando il fatto che non ci sia stata nessuna nomina in rosa. «Parole parole parole ... Parole parole parole ... ma niente rose (poltrone) rosse! Insomma - scrive la Bienaimè - quando si tratta di passare alle cose serie, care donne fatevi da parte, alla faccia di proclami, 8 marzo strombazzati, gonfaloni sventolati e bei discorsi. L'occasione per questo richiamo viene data dalle recenti nomine effettuate dalle amministrazioni locali per le partecipate che non vedono la nomina di nessuna donna». Nonostante, fa notare, l’obbligo di legge del rispetto della rappresentanza di genere di un terzo nelle società partecipate». «Questa "dimenticanza" si inserisce in un quadro molto grave di assenza completa di trasparenza nei requisiti nelle nomine, dei criteri di nomina se ne deve parlare da un anno, ci sono state date varie formulazioni, alcuni consiglieri hanno proposto modifiche, e poi a fine estate eccole qua, e anche in questo caso le parole riecheggiate in comunicati che anticipavano mirabolanti adesioni a protocolli, come avviso pubblico, che fanno della trasparenza e la partecipazione gli assi di un nuovo concetto di amministrazione del bene comune si trasformano appunto in parole, parole, parole», conclude la Bienaimè.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera