Il Tirreno

«Rovinato dalla protesi infetta, ora vendo un rene»

di Alessandra Vivoli
«Rovinato dalla protesi infetta, ora vendo un rene»

Il calvario del carrarese Lorenzini, fratello dell’avvistatore morto con Marcucci a Campocecina: 3 interventi in 6 anni, ha perso il lavoro, deve rioperarsi

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CARRARA. Il prossimo 13 settembre dovrà essere di nuovo operato: terzo intervento in sei anni, alla stessa gamba, l'ultimo nel gennaio scorso. Da un anno, a causa dei dolori lancinanti zoppica e ha perso il lavoro di autista di camion. Ora gli scade anche la disoccupazione e non sa più come andare avanti. Per questo Corrado Lorenzini, 65 anni di Castelpoggio (è il fratello dell’avvistatore Silvio, deceduto nel febbraio 92 sul Piper su cui viaggiava anche il comandante Marcucci) lancia un appello provocazione: «Sono pronto a vendere un rene per pagare almeno l'affitto». Tutto ha inizio nel 2007 quando a Corrado viene inserita una protesi; l’anno successivo, si scopre che quella protesi era difettosa: rilasciava cromo e cobalto. Gli fu sostituita, ma è emerso un problema al femore. Il carrarese ha continuato ad avere dolori lancinanti e invalidanti, dagli esami si è scoperta che dovrà essere rioperato, la nuova protesi si muove. Altra oeprazione, mentre dei rimborsi a cui ha diritto neppure l’ombra, finora. «E io vendo un rene».

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