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Il preside: «Ci danno 50 cent a compito»

Il preside: «Ci danno 50 cent a compito»

Ecco perché dirigenti e insegnanti hanno rifiutato la nomina per fare l’esame alle nuove leve

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CARRARA. Carlo (nome di fantasia) è in pensione dopo una gloriosa carriera – 40 anni al servizio dello Stato – trascorsa a dirigere scuole medie e superiori della provincia apuana. Carlo è uno di quei presidi che ha rispedito al mittente la nomina di membro in una delle commissioni d’esame del Concorsone.

Come lui, si sono comportati decine di altri presidi e insegnanti, tant’è che le tappe della super selezione si sono talmente dilatate che a poche ore dalle nomine a ruolo da parte dell’ufficio scolastico provinciale ancora non si sanno i nomi dei vincitori del concorso, tra i quali si sarebbe dovuto pescare il 50% degli abilitati da assumente a tempo indeterminato.

Carlo è un fannullone? Se lo è, lo è diventato negli ultimi mesi perché Carlo durante la sua carriera è stato un dipendente pubblico da Palma d’oro: «In 40 anni – sottolinea – sono stato a casa per malattia circa un mese, di cui 20 giorni per un ricovero in ospedale, e quando stavo per andare in pensione mi sono accorto di aver accumulato mesi e mesi di ferie non godute». Se lo sapesse l’ex ministro Brunetta commissionerebbe in suo onore una statua in Calacata.

«Perchè ho rifiutato? Sono stato nominato presidente di commissione per la classe di concorso di storia e filosofia. A mie spese avrei dovuto raggiungere ogni mattina un comune sperduto in provincia di Firenze. Tra i colleghi si vociferava che ci pagassero 50 centesimi a prova corretta. A conti fatti, ci rimettevo. Qualcuno ha accettato, forse per spirito di servizio. Tanto di cappello».

giov.mez

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