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Il concorso-beffa rimette in gioco gli insegnanti precari
Potrebbero essere assegnate anche le cattedre per le quali non ci sono docenti abilitati. La Cisl: «Serve trasparenza»
CARRARA. Sarà una guerra all’ultima cattedra quella che si comincerà a combattere tra pochi giorni. In campo, l’un contro l’altro armati, scendono gli insegnanti: quelli precari, che da anni attendono il posto fisso. Il bottino consta di 42 “immissioni in ruolo”, secondo i dati anticipati al Tirreno da Flc Cgil, che nel gergo scolastico equivalgono ad altrettante assunzioni a tempo indeterminato. Vediamo le ragioni del contendere. Roma concede per le scuole della provincia 42 cattedre di ruolo, ma il problema è che non ci sono altrettanti docenti abilitati per quei posti: le graduatorie da cui si attinge per le assunzioni a tempo indeterminato sono talmente datate che per alcune discipline risultano addirittura esaurite. Del resto, se si esclude il Concorsone del settembre 2012 – i cui risultati sono ancora in alto mare – l’ultima selezione per entrare nella scuola (da cui sono discese alcune graduatorie) risale al 1999.
Ripescaggio. Per non buttare al macero posti veri – di quelli che si tengono fino alla pensione – il sindacato chiede la cosiddetta compensazione. E cioé: supponiamo che sia prevista un’assunzione a tempo indeterminato di un insegnante di tedesco. Se la graduatoria dei prof abilitati ad insegnare tedesco è esaurita, “spostiamo” quella cattedra – è ciò che chiede il sindacato – su di un’altra materia dove l’abilitato c’è. Ma quale materia? Con quali criteri si sceglie cosa spostare-dove? Va da sè che gli insegnanti precari hanno motivo – in questi giorni – di perdere il sonno. Chi pensava di essere tagliato fuori perché – date 42 assunzioni – non aveva abbastanza punteggio entro la propria classe di concorso (o materia, che dir si voglia) adesso si sente nuovamente in gioco perché per la materia su cui oggi c’è assegnabile a ruolo una sola cattedra, domani ce ne potrebbero essere due, o tre per effetto della trasmigrazione di cui si diceva.
Trasparenza. Per l’operazione «di compensazione noi chiediamo che ci si attenga a criteri ben specifici – dice Lucia Natali, segretaria provinciale di Cisl Scuola – che sono quelli previsti dalla Regione. Tutto deve avvenire con trasparenza estrema e i criteri devono prescindere da qualunque situazione personale». La questione è delicata. I sindacati della scuola attendono di essere convocati dall’ufficio scolastico provinciale e solo dopo un incontro con il provveditore Adelmo Pagni si saprà se la strada della compensazione è percorribile. Ancor prima che si arrivi a questa tappa, c’è già chi parla di possibili ricorsi: contro i criteri con cui le cattedre vengono trasferite da una materia all’altra, e carte bollate per contestate le linee-guida con cui vengono assegnate. Un caos, insomma, che rischia di generare altro caos.
Posti vacanti. Secondo i sindacati sono esaurite le graduatorie di matematica e scienze e applicazioni tecniche alle medie; matematica per gli istituti tecnici; i laboratori di fisica. Per l’anno scolastico 2013/2014 è previsto che salgano in cattedra 11mila docenti in tutta Italia, 976 in Toscana. Numeri positivi ma che non soddisfano le aspettative dei precari, quelli storici, per i quali questo settembre rappresenta l’opportunità per il grande salto dal quale però si rischia di atterrare sulle sabbie mobili. Quest’anno infatti per il 100% delle immissioni in ruolo si pesca dalle vecchie graduatorie – dove stanziano docenti precari con in media almeno cinque anni di anzianità di precariato – perché il Concorsone non è concluso; il prossimo anno, invece, il 100% degli assunti verrà reclutato dai neo abilitati usciti dalla selezione. Se non si entra ora, per i precari storici l’attesa si allungherà almeno sino al 2015.
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