Il presidio
Giustizia in lutto, improvviso decesso del giudice Mauceri
Aveva 77 anni, colto da malore mentre era in casa Carrarese, fu anche pretore: in carriera, migliaia di processi
CARRARA. Il mondo della giustizia e forense della provincia è in lutto: è deceduto infatti a 77 anni il giudice Maurizio Mauceri. Era in casa, da qualche tempo non stava bene ma le sue condizioni non sembravano certo così gravi; c’è stato un peggioramento repentino, è stata chiamata l’ambulanza ma la corsa in ospedale non è servita. La notizia si è diffusa in fretta, provocando dolore e cordoglio in particolare fra gli avvocati - e soprattutto fra i più esperti - che di Mauceri avevano sempre apprezzato, al di là delle indubbie capacità professionali, l’estrema correttezza nel condurre le udienze e il tratto umano, schietto e diretto.
Carrarese, abitava a Marina. Sposato, lascia tre figli, Antonio, Paolo e Barbara, mentre come diciamo anche a parte, un altro figlio, Enrico, era morto folgorato a 35 anni nel novembre del 2011 in un incidente sul lavoro alle cave, e questo lutto era stato, come purtroppo è facilmente immaginabile, un durissimo colpo per il giudice.
Come aveva raccontato al cronista nel giorno del suo pensionamento, circa tre anni fa, Mauceri era stato giudice per 43 anni, e la legge era stata di fatto la sua grande passione; nel tempo libero leggeva anche di economia, ma aveva davvero dedicato la vita all’amministrazione della giustizia, con polso fermo e barra dritta.
Il primo incarico fu al tribunale di Firenze, poi a Milano, e, nei primi Anni Settanta, il trasferimento nei tribunali di Massa e Carrara; nella nostra città molti lo ricordano ancora quando era pretore nella sede di via Rosselli (dove adesso c’è l’Istituto di studi e ricerche), prima del trasferimento degli uffici giudiziari a San Martino.
Aveva raccontato, nel giorno della pensione, che fra tanti processi era rimasto particolarmente colpito dalla dolorosa vicenda delle morti da amianto al cantiere di Marina, quando ancora era Cnasa.
E, riflettendo sui cambiamenti della giustizia nei 40 anni da lui vissuti sullo scranno di giudice, raccontava: «I processi penali hanno avuto un incremento esponenziale, ma a questo aumento non ha fatto seguito la crescita, proporzionale, del numero dei magistrati. Credo che il problema della lentezza della macchina della giustizia dipenda proprio da questo. Tanti procedimenti non proporzionali al numero dei giudici. E credo che per la provincia apuana il problema riguarda soprattutto le cause civili: il numero dei magistrati è inadeguato».
Spiegava inoltre di essersi trovato benissimo nell’ambiente giudiziario apuano e carrarese in particolare. Aveva lasciato le consegne al giudice Cosimo Maria Ferri, che pochi mesi fa è stato nominato sottosegretario alla giustizia.
E’ quasi una singolare coincidenza che il decesso sia avvenuto nella giornata in cui, come diciamo anche in altra pagina, sono di fatto ufficialmente perse le speranze che il tribunale di Carrara possa essere prorogato.
Se ne vanno insieme il tribunale e il giudice che per decenni ne è stato un simbolo, apprezzato per il carattere e la personalità sempre diretta.
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