Il Tirreno

Carrara e Pontremoli, addio ai tribunali

di Alessandra Vivoli
Carrara e Pontremoli, addio ai tribunali

E dal 13 settembre tutti gli ufficiali giudiziari traslocano a Turano. La polemica: troppi disagi per le frazioni montane

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CARRARA. Tribunali, il 13 settembre si cambia e l’accorpamento delle sedi distaccate di Carrara e Pontremoli con quella, centrale, di Massa, sembra ormai una cosa fatta.

Ma mentre a Massa la situazione è di “lavori in corso” per ampliare gli uffici e renderli in grado di accogliere centinaia e centinaia di fascicoli, a Carrara e in Lunigiana è ancora polemica, non solo per quel che riguarda gli spazi e quello che viene già bollato come inevitabile sovraffollamento.

Il dito viene puntato anche sulla situazione degli ufficiali giudiziari: tutti destinati ad essere collocati nella sede delle Iare, a Turano: «Creando - dicono gli addetti ai lavori -disagi per tutti, per il personale e per chi deve materialmente presentare le notifiche».

In questo scenario, già molto complesso, non mancano frecciatine alla politica: «Non hanno fatto nulla per evitare di arrivare a questo punto» dice il legale Massimo Pinza di Aulla, presidente provinciale dell’Associazione nazionali avvocati italiani (Anai).

Il presidente di Anai: ci saranno disagi per tutti. Da addetto ai lavori con studio in quel di Aulla ma, soprattutto, da presidente dell’associazione italiana degli avvocati, il legale Massimo Pinza si erge a difesa della giustizia di prossimità.

«L’accorpamento dei tribunali a Massa creerà solo grossi disagi. Gli ufficiali giudiziari poi saranno trasferiti tutti nella zona delle Iare, al confine con il montignosino: questo per gli utenti della Lunigiana e le frazioni montane di Carrara sarà davvero un grosso problema», ribadisce il presidente dell’Anai, che, a tal proposito ha presentato, nei mesi scorsi, la richiesta per la proroga di un anno per la giustizia di prossimità. Richiesta passata in commissione, ma non ancora calendarizzata al Senato e alla Camera, proprio ora che il count-down verso il 13 del mese prossimo è già iniziato.

«A settembre convocheremo un’assemblea dell’associazione per fare il punto della situazione - conclude - Non dimentichiamo che il tribunale di Massa dista 59 chilometri da Pontremoli e che, avendo un’utenza anziana e parecchie frazioni montane, qui in Lunigiana i disagi saranno parecchi».

Sulla stessa linea l’avvocato Roberto Valettini, noto professionista lunigianese e consigliere dell’Anai: «Il nostro territorio e quello delle frazioni montane di Carrara - spiega - subiranno senza dubbio difficoltà dall’accorpamento nella sede centrale di Massa. Anche per quel che riguarda ad esempio le successioni ci sarà da mettersi in macchina e fare chilometri e chilometri».

La presidente Failla: rinviare tutto sarebbe una sciagura. Ma intanto la presidente del tribunale Maria Cristina Failla non ha dubbi: «Rinviare l’accorpamento sarebbe una disgrazia, una vera sciagura per la giustizia: stiamo lavorando da mesi per questo anche in termini di tagli ai costi di gestione».

E aggiunge una nota polemica: «Non abbiamo ancora potuto trasferire i fascicoli perché nessuno dalle sedi distaccate ha dato il consenso a dare una mano: tutto questo superlavoro sarebbe quindi andato a pesare solo sul personale di Massa».

E le dichiarazioni della dottoressa Failla confermano che dal tribunale apuano non è arrivata alcuna richiesta di mantenere aperte le sedi distaccate (Carrara e Pontremoli per l’appunto) almeno fino al completamento degli arretrati.

Lo hanno fatto venti tribunali di tutta Italia (fra questi quello di Napoli) ma non quello di Massa: «Sarebbe stata una nuova perdita di tempo perché gli arretrati sono tantissimi» commenta la presidente Failla.

Zubbani: sul tribunale la partita è persa. Il sindaco comincia con una constatazione.

«La partita sull’accorpamento del tribunale di Carrara alla sede centrale di Massa ormai è chiusa e non possiamo più fra e nulla - dichiara Zubbani - Quello che è ancora in discussione è invece la vicenda dei giudici di pace per cui gli accorpamenti scattano ad aprile. Noi abbiamo scritto al Ministero, nei tempi previsti, per chiedere di mantenere la sede su Carrara, anche per i giudici di Massa, assicurandoci così l’impegno del Ministero stesso per i costi del personale».

«Il sindaco di Massa - conclude Zubbani - non ha ancora preso una posizione in proposito, ma alla questione, intanto stanno lavorando già da tempo il presidente dell’Ordine degli avvocati, Salvatore Gioè, e l’avvocato Daniela Patriarchi.

E i tempi, per quel che riguarda gli accorpamenti dei giudici di pace, sono più lunghi: si parla, infatti di aprile come termine ultimo e noi ci stiamo muovendo ormai da mesi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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