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Massa, truffato su Internet «Si è finta prigioniera e mi ha rubato 5.000 euro»
Il racconto di un quarantenne ingannato dalla foto di una bella ragazza africana Gli ha detto che era figlia di un diplomatico e che doveva ereditare molti soldi
MASSA. Prima lo ha contattato con un messaggio privato sul suo profilo Facebook mostrandosi interessata. Poi gli ha chiesto di inviarle una email al suo indirizzo privato facendogli credere che tra loro potesse nascere una storia. Quando il quarantenne massese, separato e con figli, si è fatto vivo gli ha teso la trappola, nella quale lui è caduto con tutte le scarpe: la fantomatica Maryjane Api ha allegato una fotografia, si è finta reclusa in un campo profughi con la speranza di essere liberata al più presto. Poi gli ha dato le coordinate di una banca londinese e il nominativo di un emissario molto amico del padre, un diplomatico ucciso dal regime che aveva preso il potere. «Il transfer manager mister Paul Leeds - scrive nella email la ragazza - era un grande amico di mio padre ed è anche la persona che mi ha chiesto di cercare un partner straniero per il mio trasferimento. Sono una rifugiata ed ho bisogno di aiuto». Leeds in pratica aveva bisogno di soldi per sbloccare l’eredità della Api. Il quarantenne ha dato cinquemila euro credendo così di aiutare una ragazza in difficoltà e forse anche di trovare una nuova compagna. Ricca, per giunta.
Invece appena fatto il bonifico e parlato con mister Leeds (c’era anche un numero di telefono nella email) non ha più saputo nulla. Ha provato a contattare Maryjane con un’email ma non ha ricevuto alcuna notizia. Ha riaperto il messaggio che gli era arrivato su Facebook e ha scoperto che pure il profilo era stato cancellato. Insomma, ha capito di essere stato raggirato. È tornato in banca per bloccare il bonifico, ma l’impiegato allo sportello prima e il direttore della filiale poi hanno allargato le braccia dicendogli che era impossibile.
«Mi spiace aver fatto la figura del fesso - racconta al Tirreno -. Ma voglio mettere in guardia anche le altre persone. Vi prego soltanto di non scrivere il mio nome perché sennò gli amici al bar non mi fanno più fare vita». In realtà il quarantenne avrebbe potuto risparmiare quei cinquemila euro con un pizzico di attenzione in più: se avesse fatto un controllo con Google la truffa sarebbe saltata fuori, anche se in inglese. «Peccato, era una ragazza così carina. Mi hanno preso in giro, adesso non ho più soldi in banca».
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