Il Tirreno

La pioggia non ferma Medievalis

La pioggia non ferma Medievalis

Grande spettacolo e pubblico alle battute conclusive della kermesse storica

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PONTREMOLI. Nonostante un forte acquazzone, sabato sera la Compagnia del Piagnaro, dando prova di professionalità e serietà, è riuscita a portare a termine lo spettacolo previsto. Per la cronaca, alle 21,20 circa, è caduto il primo vero scroscio di pioggia: parte della gente ha cercato di ripararsi sotto il portico del Comune (incapace di contenere tanta folla) o sotto le tettoie del borgo storico.

Dopo pochissimo, tutto è sembrato tornare alla normalità. La Compagnia del Piagnaro, insediata nella “platea de supra”, ha aperto la rievocazione storica “Adventum Federici”, in memoria del luglio 1226, ovvero l’accoglienza dell’imperatore Federico II e la consegna a Pontremoli del Diploma di Libero Comune. Tutto sembrava filare liscio, quando, al momento della presentazione delle chiavi della città, dal cielo ha iniziato a cadere una pioggia battente e incessante, che ha costretto gli organizzatori a interrompere la rievocazione per poco più di mezz’ora. Verso le 22, quando il tempo ha dato l’impressione (solo per un attimo), di ristabilirsi,

Nella “nocte de le chimere”, lo spettacolo in onore dell’Imperatore, c’è stato spazio per graziose danzatrici, giochi di spade, straordinarie performance con i serpenti; l’acqua caduta dal cielo ha amoreggiato con il fuoco dei fachiri.

La rievocazione si è protratta a lungo fin quando, poco prima delle 23.30, il corteo, con in testa le cornamuse e dietro tamburini, sbandieratori e figuranti in costume è uscito dalla piazza salutando il pubblico, in una pioggia da tempo scrosciante. Una curiosità: sabato sera, per il borgo, è passato anche Zucchero, che, assieme ai suoi amici, ha assistito, seduto al Caffè degli Svizzeri, al transito del corteo.

Ieri mattina, alle 11, i figuranti sono entrati nella chiesa di San Francesco, tempio dei Padri, che sulla facciata conserva i due stemmi della città (quello guelfo e quello ghibellino) e una campana del 1311. Lì il parroco, don Pietro Pratolongo ha celebrato la Santa Messa per la pace tra Guelfi e Ghibellini, avvenuta nel 1321, facendo leva sulle “radici” della comunità e sulla sua storia, auspicando pace anche tra le novelle fazioni. Al termine della cerimonia religiosa, il cielo, nuovamente imbronciato, ha dato sfoggio di nuova pioggia, così la rievocazione della Pace di Castruccio, iniziata sotto il pronao della chiesa, si è svolta all’interno dell’antico tempio pontremolese.

Dopo poco è tornato a risplendere il sole e la Compagnia del Piagnaro si è esibita in alcune danze sulla piazza antistante la chiesa, per poi raggiungere, al suono dei tamburi, l’accampamento.(m.a.)

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