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«La licenza? Un disguido Il Merida l’ho già riaperto»
Si difende il gestore del locale dove sono stati serviti alcolici a delle adolescenti «Quella sera abbiamo rispettato la legge, ma ho cambiato baristi e buttafuori»
MASSA. Dopo le accuse è il momento della difesa. Il gestore del Merida cafè, locale di Lungomare di Levante che ha ospitato la festa in cui si sono sentite male quattro ragazzine di quindici anni perché avevano bevuto alcolici, parte all’attacco. E spiega la sua verità.
«Il locale Merida café - scrive Rolando Montes Ramirez, gestore del locale - è in possesso di tutte le licenze del caso da quella per la somministrazione di alimenti a quella per le bevande fino a quella che autorizza il ballo. Unico errore è stato di non comunicare al Comune il subingresso nella licenza relativa alla somministrazione di alimenti e bevande. Per farla breve non ho detto che c’ero io. Una pratica di mezz’ora di lavoro per un commercialista».
E aggiunge: «Per il fatto di cronaca invece dico che in questa triste vicenda ci abbiamo perso tutti. Mi è dispiaciuto leggere di tutto e dì più. Sottolineo però che a oggi non ho avuto alcuna comunicazione da parte dell’autorità giudiziaria e dopo quasi 10 anni di lavoro, prima come dipendente e dopo come imprenditore, non ho avuto neppure una multa per le mie attività».
L’imprenditore peruviano, che vive in Italia da 15 anni e nel nostro paese ha frequentato la scuola media e l’alberghiero, e a Pisa gestisce tre pizzerie («tutti luoghi frequentati da giovani universitari e liceali»), rivela di aver fatto un’indagine interna per capire cosa è accaduto la sera dove si sono sentite male le quindicenni: «Tutto è stato compiuto secondo la legge. Per questo motivo dico che il Merida da giovedì scorso è aperto con dei nuovi barman e buttafuori. Allo stato attuale, a integrazione delle pratiche già presentate al Comune nel mese di luglio, abbiamo compiuto tutto ciò che era necessario per sanare l’unica cosa che ci mancava: ovvero la comunicazione di subingresso nelle licenze di bar e ristorazione, quindi ad oggi possiamo fornire cibi e bevande e far ballare sulla spiaggia fino alle 3.00 di notte i nostri clienti».
Preso atto della versione dell’imprenditore che gestisce il Merida, il Comune intanto sta per tirare le somme della vicenda. Almeno dal punto di vista amministrativo.
Sulla scrivania del sindaco Alessandro Volpi sono arrivate le relazioni degli uffici che si sono occupati della questione adesso mancano soltanto le conclusioni del segretario generale.
Sarà lui a mettere il primo cittadino nelle condizioni di potersi esprimere su quanto accaduto.
Perché nonostante la relazione della guardia di finanza (durante un controllo di routine era emerso che mancava la licenza e la cosa era stata segnalata prontamente al Comune) ci siano voluti trentatré giorni per comunicare al locale che non aveva la licenza e quindi doveva cessare l’attività. L’ordine di chiusura infatti è arrivato il giorno dopo la denuncia delle mamme delle ragazzine.
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