Italia
«Danneggiata la mia opera, la porto via»
L’artista: vandali sulla “Matematica del giocoliere” in piazza Battisti, o il sindaco mette la videosorveglianza o la smonto
CARRARA. La cultura maltrattata: vandali hanno danneggiato l’opera dell’artista massese Alessandro Giorgi, “La Matematica del giocoliere”, realizzata in acciaio, e collocata in piazza Battisti in occasione della Biennale di scultura del 2010. Un’opera la cui location da provvisoria è diventata fissa, e parte integrante di quell’angolo di città, presso una delle porte storiche di Carrara.
«Non bastavano i bambini che si arrampicano sulla scultura, e i genitori che li lasciano fare. – dice amareggiato Giorgi – Questa volta è stato piegato uno dei numeri: qualcuno, abbastanza pesante, deve essersi attaccato alla barra in acciaio di 3 millimetri. La saldatura ha retto, ma il numero si è piegato. Nella zona ci vorrebbe la videosorveglianza».
L’artista ha segnalato il danno all’amministrazione comunale: «Ho inviato una mail all’attenzione del sindaco e dell’assessore alla cultura». Non ha sporto denuncia contro ignoti, ritenendo che la priorità sia quella di sorvegliare le opere della città, di salvaguardarle.
«Quando passo da Carrara, vedo che sulla mia opera salgono ragazzini. Ma non pensavo di trovarla così danneggiata, con l’acciaio piegato. Qualcuno ci si è aggrappato con forza».
«Credo opportuno che sia importante realizzare un piano di videosorveglianza per le opere d’arte che arricchiscono la città». Non pensa solo alla propria. «In effetti – aggiunge Giorgi – ho sempre pensato che Carrara rispettasse le opere d’arte. Ma quanto è accaduto alla mia, è non voglio parlare di opere altrui, non depone a favore della città. La cultura è maltrattata».
«La mia scultura è un esempio importante dell’arte contemporanea che può convive con i centri storici. Acciaio vicino al marmo del Teatro Animosi e delle cave». Spiega infatti che “La Matematica del giocoliere”, è un opera specifica, ad hoc, per il luogo dove è stata collocata. Ma siccome è stata gravemente danneggiata da atti vandalici, ho chiesto un incontro al sindaco per ottenere che vengano sistemate videocamere. Pero, se non trovo un accordo, la mia opera la smonto e la porto via».
Un’ipotesi che nasce dall’amarezza dell’artista. A mali estremi, per quel “gioco” di numeri in acciaio, dovrebbe pensare a un’altra collocazione, forse a un’altra città.
Il punto è che il rispetto di tutte le opere d’arte (che piacciano oppure no a seconda dei gusti) che abbelliscono e arredano una città, dovrebbe essere un concetto radicato nella popolazione. Ma spesso non è così. E allora accade che le sculture vengano danneggiare, e accade di sentir dire a un artista che per poter tutelare la propria opera collocata in luogo pubblico, dovrà smontarla e portarsela via.(c.car.)
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