Il Tirreno

L’occhio del fisco sui conti correnti

L’occhio del fisco sui conti correnti

Tra due mesi scatta il nuovo sistema di controllo sui movimenti bancari. Al setaccio persino le cassette di sicurezza

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MASSA. Il buco della serratura da cui il Fisco scrutava conti correnti e movimenti finanziari diventerà presto un maxi schermo. Entro ottobre, infatti, l'Agenzia delle entrate avrà a disposizione molte più informazioni di prima su conti correnti, carte di credito e investimenti fatti dai massesi dal 2011 in poi; addirittura, gli 007 dell’antievasione avranno persino il potere di mettere il naso nelle cassette di sicurezza che le banche “affittano” ai clienti che ne fanno richiesta: o meglio, potranno sapere il numero degli accessi effettuati (quante volte l’apriamo e la chiudiamo in un anno).

La nuova norma. È quanto discende dal provvedimento firmato a primavera dal direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera (che dà gambe alla legge 214 del 2011 dedicata all’archivio dei rapporti finanziari). Cosa impone? Che banche, Poste italiane, intermediari, imprese di investimento, società di gestione del risparmio drizzino le antenne sui saldi e i movimenti che il contribuente ha/fa mediante il proprio conto corrente e, nel caso in cui li utilizzi, sulle operazioni effettuate tramite gli altri strumenti finanziari.

Cosa cambia. Non sarà più dunque il Fisco a chiedere informazioni a proposito di uno o più contribuenti considerati sospetti – perché magari conducono una vita al di sopra delle proprie possibilità (dichiarate) – ma saranno direttamente banche & C. a dover trasferire nella banca-dati statale le notizie finanziarie di ciascun cliente. La portata di questa novità, peraltro, ha fatto sì che il termine per l'invio dei dati fosse prorogato di qualche mese, da aprile ad ottobre.

Il Grande Fratello. Il provvedimento, che mette in atto le disposizioni dell'articolo 11 della legge cosiddetta "Salva Italia" emanata dal governo Monti, apre lo sguardo su ogni tipo di movimento effettuato dal contribuente. Gli unici esclusi, per adesso, dall'obbligo di comunicazione sono i fondi pensione e i finanziamenti, mentre il resto finirà in tronco al setaccio.

C/c ma non solo. I conti correnti rappresentano la partita più grossa da monitorare, ma accanto a questi saranno inviati all'Anagrafe tributaria anche i conti deposito, i titoli, le gestioni patrimoniali, i rapporti fiduciari, le carte di credito e di debito, le operazioni extra conto, le cassette di sicurezza, i certificati di deposito, i buoni fruttiferi e i contratti derivati.

Addebiti e accrediti. Tutto nel dettaglio, visto che sarà a disposizione del Fisco ogni movimento compresi addebiti e accrediti, accessi alle cassette di sicurezza e gestione delle carte di credito. Ogni operatore, entro il termine stabilito, dovrà inviare i dati identificativi del rapporto, compreso il codice univoco riferito alla persona fisica o non fisica che ne ha la disponibilità e a tutti i cointestatari, nonché i dati relativi al saldo iniziale al 1° gennaio e al saldo finale al 31 dicembre.

Cassette di sicurezza. Uno degli aspetti che ha fatto maggiormente parlare di rischio privacy è quello che riguarda le cassette di sicurezza; sebbene poco usate, nell’immaginario collettivo sono percepite come una sorta di forziere inviolabile. Che inviolabile non sarebbe più. C’è da precisare che il provvedimento di Befera parla esclusivamente di monitoraggio degli accessi. Sulla rete proliferano i consigli se sia conveniente a questo punto aprire una cassetta di sicurezza in Svizzera, dato che sono in molti a considerare questo strumento di custodia di denaro e preziosi come un’alternativa ai conti correnti. L’idea di “svalicare” per assicurarsi una zona franca sarebbe tutt’altro che conveniente: si parla di 200 euro l’anno per cassette di sicurezza molto piccole; e poi tale strumento richiede la presenza fisica sul posto (per aprirla/depositare/prelevare e richiudere). E un andare-venire tra Massa e la Svizzera non potrebbe che accendere i riflettori sul “poco accorto” contribuente.

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