Il Tirreno

I dolori delle nostre società partecipate

I dolori delle nostre società partecipate

Forte perdita anche per Apuafarma (quasi 250mila euro) e intanto Scattina propone: rivedere i criteri delle nomine

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CARRARA. Poche gioie dalle società partecipate del Comune: come si può vedere dalla tabella, fra le tre partecipate a totale gestione comunale, solo Amia ha chiuso con un utile di circa 10mila euro, in crescita rispetto al 2011, mentre noti dolenti arrivano dalla Progetto Carrara, con quasi quattro milioni di rosso, e da Apuafarma, che ha visto drasticamente peggiorare il rosso dai 100mila euro del 2011 ai 247mila del 2012, in più con l’incognita dell’inchiesta della procura che ha acquisito i bilanci degli ultimi anni e i criteri di nomina e assunzione. Apuafarma negli anni è diventato un carrozzone con vari doppioni, soprattutto nel sociale, e nonostante l’apporto degli incassi delle farmacie, dei servizi cimiteriali e dei trasferimenti del Comune, non riesce a chiudere in utile ma costa alle casse comunali, quindi a noi carraresi, 250mila euro.

Quello delle partecipate è un capitolo doloroso per il Comune di Carrara, il Cermec ha chiuso in utile il 2012 ma sappiamo che in passato è costato ai cittadini importanti ricapitalizzazioni. C’è poi la voragine del Cat, con un rosso di quasi un milione e la richiesta di concordato preventivo in corso. Le trattative con la Fondazione Crc per la cessione dello stabilimento di via Catagnina per ora non procedono, e il rischio è che prima o poi il Comune, azionista per il 47%, debba intervenire e ripianare. Male anche Atn, di cui Cat detiene il 66 per cento e quindi, indicativamente, il Comune ha il 32% (avendo la metà circa di Cat, ha anche la metà circa del 66%, anche se non è proprio corretto, anche di Atn). Una soluzione potrebbe essere cedere Atn al Cct, cosa che potrebbe avvenire nell’ambito del concordato. Vanno meglio le società in cui il Comune di Carrara non ha le gestione, tipo Area Spa, che triplica l’utile grazie anche alla presa in carico diretta della vendita del carburante. In caso di cessione dell’Area Spa (ma l’argomento sembra uscito dal dibattito) l’asset è sicuramente appetibile, anche nell’ipotesi di dover restituire alla Regione i fondi a suo tempo ricevuti per l’operazione area retroportuale, si potrebbe comunque guadagnare una importante plusvalenza. Il quadro è completato da Erp, che come abbiamo scritto nei giorni scorsi ha raddoppiato l’utile del 2012 rispetto al 2011, Gaia, con un utile di oltre un milione, e dalle società legate agli eventi fieristici. In Imm il Comune ha il 40,82 per cento e nomina il presidente, la società ha chiuso con utile di quasi 13mila euro; in utile anche Carrarafiere, che è 100 per cento Imm e quindi attribuibile per la stessa percentuale al Comune di Carrara.

Scattina: cambiare i criteri di nomina. «In questo scorcio di agosto si sta procedendo alla nomina di rappresentanti del Comune di Carrara in alcune sue Partecipate. In particolare è del 20 agosto la nomina dell'Amministratore Unico dell'Erp (case popolari) e nei prossimi giorni si dovranno nominare il presidente dell'Amia e quello di Gaia con il consiglio di amministrazione». Lo sottolinea il consigliere di maggioranza Giuseppe Scattina (Federazione della sinistra). E aggiunge: «Il Consiglio Comunale ha tra i suoi compiti quello di indicare i criteri in base ai quali devono essere scelti i rappresentanti dell'amministrazione comunale nelle varie partecipate. Si tratta di un' operazione di democrazia e trasparenza, necessaria in modo particolare oggi, quando la percezione dell'opinione pubblica è che i partiti siano soprattutto macchine di potere e di clientela. Si pensa che la loro conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente sia scarsa o mistificata, che le loro idee, ideali, programmi siano pochi o vaghi, che i loro sentimenti e la loro passione civile siano a zero e che gestiscano interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune». Parole forti. Prosegue Scattina: «In questa situazione le nomine nelle società partecipate vengono avvertite come modi per sistemare esponenti di partito e persone a loro vicine. Del resto, scorrendo gli elenchi dei rappresentanti nominati in passato o presenti oggi nelle varie società partecipate, viene spontaneo domandarsi, a che titolo e con quali competenze molti di loro ricoprano quegli incarichi». Ricorda Scattina: «Lo scorso autunno inviai a ciascun consigliere comunale un breve documento di considerazioni e proposte di principio, essendo mio dovere di consigliere comunale, di esprimere liberamente e ragionevomente, nella sede specifica e pubblica del Consiglio Comunale, il mio punto di vista e le mie proposte. Non solo il problema non è mai stato discusso, ma recentemente, per queste mie considerazioni e proposte, mi sono attirato l'accusa di essere populista e di voler confondere le idee dei nostri concittadini. Ricordo che noi tutti, come cittadini, siamo "azionisti" delle Partecipate Comunali. «Ritengo oggi urgente e improrogabile che il Consiglio Comunale discuta di un nuovo Regolamento sugli indirizzi per la scelta dei rappresentanti del Comune nelle varie Partecipate in cui sia presente la trasparenza, la partecipazione della collettività e quindi la democrazia. E' con tali atti che si potrà ridurre lo scollamento e la sfiducia sempre più drammatici dei cittadini nei confronti della classe politica», conclude Scattina. (m.b.)

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