Il Tirreno

Cassa, si torna a parlare di possibile vendita

Carige vuole evitare l’aumento di capitale, quote della banca cittadina potrebbero finire sul mercato

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CARRARA. Si torna a parlare della possibile vendita da parte di Carige di quote della Cassa di Risparmio di Carrara (ma anche delle altre partecipate, cioè Banca del Monte di Lucca e Banca Cesare Ponti). Una ipotesi già avanzata nel marzo scorso, e all’epoca smentita dal gruppo bancario genovese che detiene il 90% della Cassa di Carrara (il 10% è della Fondazione Crc), ma cinque mesi fa la situazione era ben diversa, e il presidente Giovanni Berneschi - contrario alle dismissioni - era o almeno sembrava saldamente in sella. Oggi invece, come spiega un lancio dell’agenzia Ansa, Carige potrebbe cercare di evitare l'aumento di capitale annunciato per fare fronte a un fabbisogno stimato in 800 milioni di euro, proprio grazie alla cessione di quote di alcune banche controllate. E' quanto emerge mentre la Fondazione Carige e i piccoli soci stanno affilando le armi in vista dell'assemblea del prossimo 30 settembre, che dovrà rinnovare il consiglio. Perno dello scontro è proprio l'aumento, che secondo gli analisti di Equita Sim potrebbe essere di 200 milioni, al netto delle cessioni, ma che fonti bene informate indicano come non necessario.

La prima battaglia l'ha vinta la Fondazione, titolare del 46,91% del capitale, affiancata dai francesi di Bpce (9,9%), che, con le dimissioni di massa di 8 consiglieri su 15 sono riusciti ad azzerare il Cda della banca, pensionando anticipatamente il presidente Giovanni Alberto Berneschi ed il suo vice Alessandro Scajola, fratello dell'ex-ministro e numero 2 di Autofiori. La Fondazione non aveva gradito il tentativo di Berneschi di aprire ad Unipol, con un aumento di capitale riservato, per farla entrare con il 27%. Il presidente della Fondazione Flavio Repetto ha avviato le consultazioni in vista del Cda dell'Ente, che si terrà in tempo utile per rispettare la scadenza del 5 settembre per il deposito delle liste. Sullo sfondo c'è un un fabbisogno di cassa di 800 milioni di euro, che potrebbe, secondo le ipotesi che circolano, essere soddisfatto interamente con le cessioni. Dopo aver venduto per 101 milioni Carige Sgr, la banca ligure sta trattando la vendita di Carige Assicurazioni e Carige Vita con Clessidra. Infine c'è il 27% di Autofiori, con una trattativa in esclusiva in corso. Se poi non dovesse bastare - si conclude la notizia Ansa - Carige potrebbe cedere il 49% di Banca Cesare Ponti, posseduta al 100%, oppure quote della Cassa di Risparmio di Carrara o della Banca del Monte di Lucca.

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