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Sicurezza, cambiano i vertici di tutte le forze dell’ordine

Sicurezza, cambiano i vertici di tutte le forze dell’ordine

In pensione il prefetto, il questore e il comandante della guardia di finanza Rinnova anche l’Arma: via il tenente colonnello Sagnelli e il maggiore Nencioni

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CARRARA. A vedere le cinque fotografie una accanto all’altra fa impressione: si capisce che chi parla di rivoluzione non esagera e si intuisce, purtroppo, che ormai la provincia di Massa-Carrara a livello politico è davvero poca cosa. Altrimenti non avrebbe spiegazione l’avvicendamento di tutti i vertici di prefettura, questura, guardia di finanza e carabinieri nel giro di pochissimi giorni. Perché uno schiaffo del genere agli apuani? Con tutto il rispetto per chi arriva, non sarà un compito semplice prendere immediatamente le redini del territorio in mano. Proprio perché, a differenza di altre volte, non avranno punti di riferimento stabili nelle alte sfere. Dato che anche loro saranno nuovi. Certo, va detto che l’avvicendamento collettivo è anche frutto del caso, visto che tre delle teste che cambiano sono dovute a pensionamenti. Ma proprio per questo un po’ più di calma prima di mettere mano anche al comando provinciale dei carabinieri sarebbe stata quantomeno doverosa. Tant’è ormai ci siamo: a settembre inizia il valzer di poltrone.

Prefetto. Quanche giorno prima di Ferragosto il prefetto di Massa-Carrara ha compiuto il quarto anno di servizio, quale rappresentante del governo, ai piedi delle Apuane. Il 15 agosto ha fatto il giro delle sale operative come se tra poco non andasse in pensione. E domani consegnerà i riconoscimenti ai cittadini che si sono distinti e soprattutto dirà grazie a tutti per questi quasi millequattrocento giorni passati tra i sorrisi e le lacrime. «Ho potuto verificare di persona nel corso degli anni l'efficacia delle misure di prevenzione e di controllo e i meccanismi di sicurezza predisposti in concomitanza con il periodo estivo, avrò ulteriore occasione per testimoniare la vicinanza alle forze dell'ordine e agli uomini operativi per garantire la sicurezza dei cittadini in vacanza, e per apprezzare lo spirito di servizio e l'alto livello di professionalità raggiunti anche grazie alla sinergia di tutte le forze operative dislocate sul territorio provinciale», ha detto prima di congedarsi dagli uomini in divisa.

Questore. Girolamo Lanzellotto, come il prefetto, va in pensione. Ma resta attaccato a Massa, anzi promette che tornerà molto spesso a salutare gli amici: «Si sarebbe potuto fare di più, ma vorrei esternare la mia personale soddisfazione per il fatto che con poche risorse si è riusciti a non ridurre la presenza della polizia di stato sul territorio e ad aiutare chi ha avuto bisogno di aiuto». E nella sua lettera di saluti ha aggiunto: «È stata un’esperienza meravigliosa, gratificante e proficua in una terra, quella apuana, baciata dalla natura, ospitale e affascinante. Sono stato accolto con simpatia ed affetto. Grazie».

La Guardia di finanza. Un paio di mesi prima della pensione gli è arrivato il riconoscimento a una carriera davvero incredibile. Giuseppe Autuori, comandante provinciale della guardia di finanza, è diventato generale di brigata. Evento più unico che raro ai piedi delle Apuane avere un militare con un grado così elevato. Peccato che anche il neo generale a fine settembre andrà via. Pure lui a riposo. In questi anni è stato impegnato su molteplici fronti (buco Asl, evasione fiscale, truffe alla Ue), in incarichi di elevato prestigio e di grande responsabilità. Dopo quattro anni trascorsi a Massa-Carrara è arrivato il momento del commiato. Pur avendo raggiunto i limiti di età previsti per la cessazione dal servizio, però per effetto di uno specifico provvedimento emanato dal comandante generale del corpo, resterà ancora alla guida dei finanzieri apuani fino al primo ottobre di quest’anno.

Carabinieri. Salutano il comandante provinciale dell’Arma, tenente colonnello Andrea Sagnelli, arrivato a Massa-Carrara nel 2008, e il comandante della compagnia di Massa, il maggiore Stefano Nencioni, pure lui qui da cinque anni (intervallati da svariate missioni all’estero). Iniziamo da quest’ultimo solo per sottolineare un aspetto preoccupante per il territorio: va a Pavia al reparto operativo. Un settore che nella provincia apuana è stato sospeso nel tentativo di capire se le Apuane possono farne a meno. Per Nencioni comunque è un avanzamento di carriera. Veniamo a Sagnelli che lascia la Toscana e va a Genova, nucleo regionale. Ormai è sulle orme del padre Aldo, generale di brigata alla Folgore.

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