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Altre 40 scosse, residenti esasperati

Altre 40 scosse, residenti esasperati

Notte insonne a Casola e Fivizzano. I sindaci: nessun danno alle case ma adesso servono soldi per la messa in sicurezza

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CASOLA. «Ormai qui si convive con il terremoto, ma non ci si abituerà mai a tutto ciò: le scosse sismiche, dopo quella, grande e terribile, del 21 giugno scorso, si sono avvicendate come onde di un mare in tempesta sulle scogliere, non permettendo quasi mai sonni tranquilli, dato che è proprio nella notte che i nervi dei cittadini sono più messi a dura prova».

Il sindaco Riccardo Ballerini parla con calma, non lasciando trasparire nervosismi. Da due mesi esatti è sulla breccia, di fatto non avendo mai abbandonato la sua gente. Anche nella notte tra martedì e mercoledì scorsi è stato svegliato, come i suoi concittadini, dal nuovo sciame sismico che si è abbattuto sul già martoriato territorio a confine con la Garfagnana.

«Boati e tremori di pavimenti e pareti sono abituali - ricorda il sindaco - e ogni volta fanno riemergere angoscia e paura. Questo accumulo di stress influisce sul fisico e sull’umore della gente, la maggior parte della quale non è più giovanissima. Ormai al mattino, quando si entra nel bar, la domanda d’obbligo è “lo hai sentito stanotte? ti ha svegliato?”. Comunque si tira avanti. Adesso però si fa impellente la necessità di ricevere fondi per almeno mettere in sicurezza la aree più colpite dal terremoto, come, ad esempio, le frazioni di Ugliancaldo, Regnano e Codiponte, oltre al centro storico di Casola capoluogo. Il commissario per l’emergenza, Giovanni Menduni ci ha fatto avere 120mila euro in tutto che, a malapena, ricopriranno le spese primarie per le opere di base. Occorrono 620mila euro per la messa in sicurezza delle strade nelle suddette frazioni, ma non so proprio quando questi soldi arriveranno».

Anche nella vicina Fivizzano la situazione è simile, come puntualizza il sindaco Paolo Grassi: «Danni nuovi ne ne sono stati registrati - dice - ma devo ricordare ogni volta che il terremoto di giugno non è da considerarsi di serie B come erroneamente ritenuto nei primi giorni. A Fivizzano ci sono circa 500 case danneggiate gravemente, a Casola trecento e quasi 250 nel Comune di Minucciano, in Garfagnana. Un quadro che certo non è incoraggiante. Tornando al “terremoto da serie B”, mi domando se è giusto che, in un Comune dove si fa prevenzione e quindi si limitano i danni, non debbano arrivare soldi per ricostruzione e messa in sicurezza. Che facciano presto, dunque, anche considerando il fatto che le scosse non accennano a diminuire».

Fabrizio Palagi

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