Il presidio
«Ringrazio ancora il mio salvatore dottor Bononi»
CARRARA. Luciano Toncelli, un cittadino di Seregno (in provincia di Milano), ci ha inviato una lettera in cui rende e ringrazia colui che definisce il suo “salvatore” «limpido esempio di buona sanità»...
CARRARA. Luciano Toncelli, un cittadino di Seregno (in provincia di Milano), ci ha inviato una lettera in cui rende e ringrazia colui che definisce il suo “salvatore” «limpido esempio di buona sanità», ovvero il radiologo dottor Agostino Bononi.
«Ho ormai 84 anni - scrive il signor Toncelli - sono nato nel 1929, e vivo a Seregno. Nei primi anni 50 ho iniziato ad avvertire disturbi fisici e malesseri. Mi feci visitare in 3 ospedali Lombardi e la risposta fu sempre la stessa: nulla di grave, cisti ed altro, tutte cose destinate a scomparire. Perdurando i disturbi, durante un soggiorno estivo a Marinadi Carrara presso amici di famiglia, accolsi il consiglio di farmi visitare presso il locale Ospedale di Carrara dove, avevamo sentito dire vi era un radiologo che sapeva il fatto suo. Il radiologo dopo una serie accurata di esami, diagnosticò la presenza di carcinoma, mi indirizzò al chirurgo per le cure del caso e successivamente mi fece lui stesso irradiazioni».
Prosegue il signor Toncelli: «E’ superfluo ricordare che all’epoca dei fatti la medicina non aveva certo raggiunto i livelli attuali».
«Le cure, come si può vedere, hanno avuto buon esito. All’epoca dei fatti avevo 25 anni!»
«Ho potuto avere la mia vita accanto a mia moglie, ho potuto veder crescere i miei figli ed ora i miei nipoti. Tutto grazie alla bravura professionale ed umana di quel giovane dottore Agostino Bonomi di cui nei gioni scorsi è ricorso il decimo anniversario della morte».
Rivolgendosi in prima persona al dottor Agostino Bononi, deceduto dieci anni fa nel luglio 2003 a Fivizzano (dove si era trasferito), aggiunge: «Grazie dottore, grazie amico mio. Conoscerti è stato un onore ed una grande fortuna. Grazie con tutto me stesso per la lunga vita che mi hai consentito di vivere. Giunto ormai verso la fine del mio cammino questo te lo dovevo dire che grande uomo e che grande medico sei stato. Un forte abbraccio ovunque tu sia ed un saluto affettuoso ai tuoi figli Laura ed Alessandro che ho conosciuto quando ci hai lasciato. Tuo Luciano».
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